giovedì 11 giugno 2009

BOLOGNA. PASQUINO VOTERA' FLAVIO DELBONO AL BALLOTTAGGIO

Alcuni giorni fa avevamo posto una domanda al prof Pasquino - con Delbono o con Cazzola? - e ieri con una dichiarazione a Radio Tau ha annunciato il suo sostegno a Flavio Delbono.

Non parla per tutta la sua lista, che ha ottenuto l'1,8% alle amministrative. Ma a livello personale Gianfranco Pasquino votera' senz'altro per il candidato del centrosinistra, Flavio Delbono. Il politologo lo ha fatto chiaramente capire questa mattina a radio Tau...
... continua su http://www.gianfrancopasquino.it/

martedì 9 giugno 2009

a Bologna c'è ancora il centrosinistra e c'è ancora... DELBONO!

Alla luce dei risultati di questa tornata elettorale, a Bologna, per il ballottaggio, abbiamo molte ragioni in più per non consegnare la nostra città alle destre e al qualunquismo populista.
La ragione più importante è la soddisfazione di poter rivendicare che a Bologna, non c'è "trippa" per il ciarpame politico-culturale di Papi Silvio da Casoria e di Alfredo da Cazzola.
Lo stesso ridicolo risultato della lista di Cazzola (con tutti i soldi che ha speso) lo dimostra, per non parlare del magrissimo risultato della Lega.

A questo punto sorge spontanea una domanda molto semplice al prof Pasquino: al ballottaggio si augura una sconfitta di Delbono e del centrosinistra o quella di Cazzola e del centrodestra?

mercoledì 3 giugno 2009

FLAVIO DELBONO SINDACO SAGGIO A BOLOGNA

Siamo giunti finalmente alla conclusione di questa lunga e difficile campagna elettorale.
Eravamo partiti per dire la nostra sulle primarie criticando la scelta del metodo adottato, senza però mai perdere di vista l'importanza di continuare ad avere una coalizione di centrosinistra al governo della nostra città.

Nei primi mesi di attività del blog avevamo incrociato nel nostro cammino il prof Pasquino, al quale non avevamo fatto mancare la nostra simpatia, ma nel corso di questa campagna elettorale ci ha profondamente delusi. Riconosciamo che ha avuto un passato onorevole, ma le posizioni presuntuose, equivoche e vendicative, con le quali ha caratterizzato la sua campagna elettorale ci fanno guardare al suo presente con una noia infinita.

Pensavamo che potesse rappresentare una posizione critica ma utile al centro sinistra per quell'elettorato deluso da Cofferati orientato all'astensione, ha dimostrato invece che la sua preoccupazione non è la destra da contrastare, al contrario, la sua preoccupazione è stata unicamente contrastare il Pd fino ad augurarsi il suo sfascio.

Siamo consapevoli di non essere dei sottili intenditori di politica come lui e facciamo fatica a capire le elaborazioni alchemiche di uno stagionato politologo: “Non voglio perda il Pd, ma i suoi dirigenti sì”.

Caro professore, per noi people è inaccettabile che un vecchio politico di sinistra come lei si auguri lo sfascio del Pd a Bologna; per noi il suo augurio equivale a spalancare le porte al fetido berlusconismo di Cazzola e a tutto il ciarpame che si porta dietro.

Noi siamo ancora fermamente convinti che la consultazione elettorale del 6-7 giugno a Bologna abbia una doppia valenza, troppo importante per lasciarla ai personalismi di Pasquino: una valenza locale e una nazionale.
La posta in gioco a Bologna per l'elezione del nuovo Sindaco non riguarderà solo la nostra città ma avrà serie conseguenze sugli equilibri futuri nello scenario politico e sociale in Italia nei prossimi anni.
Noi crediamo che a Bologna ci siano tutte le condizioni per sbarrare il passo al berlusconismo galoppante e ai suoi imitatori bolognesi. Da Bologna, la sinistra e il centrosinistra, se vogliono, sono in grado di dare un segnale forte di inversione di tendenza e di speranza a tutto il Paese.
Certo, le luci e le ombre di questi cinque anni di Cofferati non sono state il massimo, ma la nostra città è ancora in grado, più di altre, di prospettare un immaginario di cambiamento da contrapporre al berlusconismo, che continua ad assumere sempre più le caratteristiche di una dittatura strisciante che si insinua pericolosamente come un cancro in tutti gli aspetti della nostra vita.

Per il Papi Berlusca da Casoria, sfondare a Bologna significa poter scorrazzare a suo piacimento con arroganza, aggressività, intolleranza ed esibizionismo, nei prossimi anni in tutti i campi: etica, istituzioni, informazione, economia, istruzione, sanità, energia, etc, etc, fino ai confini più intimi dei nostri sogni.
Per il Papi Berlusca da Casoria, vincere a Bologna significa non doversi confrontare più con nessuno, legittimato ancora di più a stravolgere a suo uso e consumo la Costituzione e accreditarsi definitivamente nella sua corsa verso il Quirinale e incoronarsi imperatore della sua repubblica personale.
L’obiettivo di una Repubblica Presidenziale old sud americana è purtroppo alla sua portata. E passa inevitabilmente per Bologna.
E’ determinato, ha i mezzi per farlo, con tutte le conseguenze che rischiamo in termini di libertà di espressione, di diritti umani, di distruzione dello stato sociale, di distribuzione non della ricchezza ma della povertà…

Se Berlusca è arrivato a tanto, gli errori della sinistra e del centro sinistra sono innegabili e hanno contribuito a determinare questa situazione. Ma crediamo anche che per il centro&sinistra sia arrivato il momento, con questa crisi di sistema e di valori, di fermarsi un attimo per riflettere senza pregiudizi settari e/o intolleranze ideologiche su quel poco che ci unisce.
Provare a conciliare realismo ed idealismo su obiettivi anche minimi ma condivisi, come i valori della Resistenza e della Costituzione, dell'Antirazzismo, dell’Ecologia e dell’Economia sociale; e da qui ripartire per ricominciare a confrontarsi su ciò che ci divide, per affrontare con i piedi per terra, la sfida di costruire per Bologna un programma di governo più solidale da contrapporre alla prevedibile rapina liberista di Cazzola e Guazzaloca.

Bologna ha bisogno di un Sindaco saggio - e Flavio Delbono ha tutte le caratteristiche per esserlo - che ponga come priorità la diffusione dei valori etici nelle relazioni amministrative, economiche e finanziarie; che sia in grado di promuovere uno sviluppo economico eco-sostenibile e solidale nell’interesse dell’intera collettività; che salvaguardi quell’impronta comunitaria che ha fatto la storia della nostra città per poter guardare al futuro con qualche speranza in più.

E’ così difficile sviluppare un metodo basato sulla separazione tra giudizi di fatto e giudizi di valore, nel tentativo di trovare nuove vie che rendano l'azione politica più aderente alle esigenze reali dei cittadini?

Perché non provarci a Bologna per le prossime amministrative?

Noi ci auguriamo FLAVIO DELBONO SINDACO DI CENTROSINISTRA PER BOLOGNA


Ps

Un appello a quanti nutrono ancora dei dubbi sul centrosinistra e sono orientati a non andare a votare: fate almeno uno sforzo "romantico", fate in modo che un simbolo storico della sinistra italiana VERDI -IL SOLE CHE RIDE (finalmente libero da Pecoraro Scanio) non sparisca e possa continuare ad esistere.




lunedì 1 giugno 2009

"IL MAGNIFICO CORNUTO" da Premio Nobel


"Il Nobel? Uno scherzo?"
Sul quotidiano berlinese Tagesspiegel è uscito l'altro giorno nella pagina degli editoriali un ritratto di Berlusconi carico di pungente ironia.
L'articolo informa i lettori della raccolta di firme avviata per iniziativa dei comitati guidati da Emanuele Verghini per proporre Berlusconi come Nobel per la pace. "Uno scherzo? - si chiede il giornale - No, per nulla.
In un momento storico Berlusconi è riuscito a scongiurare il pericolo della terza guerra mondiale e ha salvato il mondo dall'olocausto nucleare - afferma sarcastico Tagesspiegel". Poi il commento finale: "Di fronte a questi meriti certo non irrilevanti, le piccole, meschine polemiche sul caso-Noemi e sulle donne nelle liste elettorali potrebbero infine sparire".

UN DETTO POPOLARE RECITA:
DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO' CHI SEI.

MEDITA CAZZOLA! MEDITA!


Times: «Cade la maschera del buffone sciovinista»

Corriere «Il peggio non sono le ragazze candidate a Europarlamento, ma il disprezzo verso gli italiani»

A BOLOGNA
NON ABBIAMO BISOGNO DI QUESTO CIARPAME!

giovedì 28 maggio 2009

La conoscenza chiarisce le idee, l'ignoranza le seppellisce

Cultura

Einaudi non pubblica il Nobel Saramago perchè critica Berlusconi.

Einaudi non pubblicherà la traduzione italiana del prossimo libro del Nobel Saramago.

Secondo il settimanale l'Espresso la decisione è legata ai «giudizi a dir poco trancianti su Berlusconi, proprietario di Einaudi» presenti nell'opera.

NOI DI SINDACO-SAGGIO ABBIAMO ORRORE DELLA DERIVA POPULISTA- QUALUNQUISTA -FASCISTA CHE CAZZOLA POTREBBE IMPORRE ALLA NOSTRA CITTA'.

IL "PAPI" CAVALIERE RATTUSO BERLUSKA PADRINO DI CAZZOLA STA FINALMENTE VACILLANDO SOTTO LE SUE PATETICHE E INSOSTENIBILI MENZOGNE!

RELEGHIAMO "PAPI" NEL BIDONE DEL RUSKO DELLA STORIA!
E' UN DOVERE CIVICO DISARCIONARLO DAL SUO SOGNATO 40%.

PRIMA SPARISCE MEGLIO E'!
CUPETT! (lui e Cazzola)

A BOLOGNA ABBIAMO BISOGNO DI ARIA PURA, PULITA!

mercoledì 27 maggio 2009

La conoscenza chiarisce le idee, l'ignoranza le seppellisce

CI AUGURIAMO CHE ALL'APPUNTAMENTO ELETTORALE DEL 6/7 GIUGNO PREVALGA LA FORZA DELLE IDEE DEL CENTROSINISTRA E NON LA FORZATURA POPULISTA E FASCISTA DEL CAPO "PAPI" DEL CENTRODESTRA.

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
QUESTO INCONTRO ALLA LIBRERIA IRNERIO

mercoledì 8 aprile 2009

UN PONTE X LO STRETTO INDISPENSABILE AL FUTURO DELL'ABRUZZO!

Proviamo a lanciare una campagna di sensibilizzazione:

UN PONTE X LO STRETTO INDISPENSABILE AL FUTURO DELL'ABRUZZO!

CHIEDIAMO DI DESTINARE I FINANZIAMENTI PER IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA ALLA RICOSTRUZIONE DI CASE, OSPEDALI, SCUOLE, ASILI, OPERE D'ARTE, DISTRUTTI DAL TERREMOTO.

Il ponte sullo stretto di Messina può tranquillamente aspettare, non è una priorità, ci sembra più un "inno architettonico" alla vanità del cavaliere.

In Abruzzo per questa tragedia pretendiamo una priorità economica, sociale e culturale.

Non stiamo parlando forse della peggiore tragedia di questo millennio?

Il ponte sullo stretto non è una priorità! La dignità e il diritto al futuro della nostra gente è una priorità che non è sindacabile!

martedì 7 aprile 2009

Ipocrisia e censura di stato


Nel maggio scorso il terremoto che sconvolse la provincia cinese del Sichuan era stato preceduto da alcuni avvertimenti di autorevoli geologi-sismologi locali, che le autorita` avevano ignorato e poi cancellato dai siti Internet.
In Cina vi furono polemiche, puntualmente soffocate dalla censura di Stato. All’interno di una tragedia ben piu` grande (70.000 vittime accertate) questo scandalo degli avvertimenti censurati fu “catalogato” da noi occidentali tra i tipici misfatti di un regime autoritario, abituato a censurare l’informazione.
Federico Rampini

Fonte:
http://rampini.blogautore.repubblica.it/
Link: http://rampini.blogautore.repubblica.it/2009/04/06/abruzzo-come-il-sichuan/
ps
Quelle parole di PERTINI...
"E se vi è qualcuno che ha ostacolato io chiedo: è in carcere, come dovrebbe essere?"

lunedì 6 aprile 2009

Caro Abruzzo, troppi allarmi non ascoltati, questa è una tragedia annunciata


La frazione dell'Aquila quasi rasa al suolo: si temono 50 morti su 400 abitanti.

Tra i corpi quelli di due fidanzati in fuga d'amore. Si scava dove si sentono voci. Una fila di bare davanti alle macerie il piccolo borgo di Onna non c'è più. (GIUSEPPE CAPORALE)

ONNA (L'Aquila) - E' l'odore del terremoto. Quel terribile velo di polvere che stagna nell'aria e avvolge tutto. Qui ad Onna non riesce a coprire lo scenario apocalittico della piccola frazione del Comune dell'Aquila uscita come da un bombardamento. Onna non c'è più. E' una unica distesa di macerie, tra le quali non si riescono quasi a distinguere le linee dei vicoli del paese, e di macchine coperte di fango.

La stima nessuno vuole dirla quasi a non volerla rendere ufficiale, ma in troppi pensano che dei quattrocento abitanti cinquanta siano morti. Anche i soccorritori, a tratti, sembrano gettare la spugna: si scava soprattutto dove si sentono voci da sotto le macerie o dove si pensa di poter trovare qualcuno ancora vivo.
Al confine del borgo, su un prato tra due cavalli che brucano, la fila di dieci bare circondate da parenti che quasi non piangono più, per i loro morti allineati nella improvvisata camera ardente e per quelli che temono seppelliti per sempre sotto le montagne di macerie che fanno da sfondo. Attoniti, davanti ai corpi di due fidanzati, i parenti che hanno perso due giovani e - insieme - hanno scoperto la loro fuga d'amore. Erano scappati a Onna di nascosto dai genitori, sono morti insieme. E insieme sono morti altri due ragazzi di 18 e 16 anni, figli di Giustino Parisse, giornalista del "Centro" di Pescara.

In ginocchio, davanti al paese crollato, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane che si è appena lasciata alle spalle le macerie della sua casa dell'Aquila. Cerca di consolare tutti e ripete: "Troppi allarmi non ascoltati, questa è una tragedia annunciata"

La Repubblica (6 aprile 2009)

venerdì 3 aprile 2009

Il nuovo PD: Debora Serracchiani, 38 anni

Debora Serracchiani, 38 anni, brava, onesta e sincera, candidata del PD al Parlamento europeo.

Consigliamo vivamente a tutti di ascoltare il suo intervento (VIDEO)

lunedì 30 marzo 2009

Vittorio Alfieri e il Partito del Lazzarone

“Tirannide indistintamente appellar si debbe ogni qualunque governo in cui, chi è preposto all'esecuzione delle leggi può farle, distruggerle, interpretarle, impedirle, sospenderle o anche soltanto eluderle con sicurezza d'impunità. E quindi o questo infrangileggi sia ereditario o elettivo, usurpatore o legittimo, uomo buono o tristo, uno o molti, a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva che basti a ciò fare, è tiranno, ogni società che lo ammetta è tirannide, ogni popolo che lo sopporta è schiavo”.

Vittorio Alfieri


AVEVAMO GIA' PUBBLICATO QUESTA RIFLESSIONE DI VITTORIO ALFIERI. OGGI, DOPO L'UFFICIALIZZAZIONE DEL PARTITO DEL LAZZARONE LA RIPROPONIAMO DI NUOVO. UN OMAGGIO A TUTTI QUELLI CHE RIESCONO ANCORA AD INDIGNARSI DI FRONTE ALLA FURBIZIA E AL FANATISMO DI UN VENDITORE DI FRIGORIFERI.


martedì 24 marzo 2009

Perchè Cofferati attacca Delbono?

Gli ha dato molto fastidio un accenno di critica di Delbono al suo operato. Questo è evidente.
Ma non basta per giustificare la piazzata che ha regalato alla stampa. Ed è altrettanto evidente che il cinese è troppo "scafato" per non capire quali sono gli effetti che producono le sue esternazioni sui giornali.

La tattica in politica è metà dell'opera e Cofferati lo sa bene.
A nostro parere, Cofferati attacca Delbono non perchè ha a cuore il futuro di Bologna, se cosi fosse avrebbe espresso con lealtà i suoi timori, le sue critiche e i suoi suggerimenti in "camera caritatis", come sempre si fa in questi casi per migliorare la campagna elettorale del candidato del proprio partito.

Crediamo invece che l'attacco di Cofferati a Delbono sia un atto umanamente scorretto, politicamente cinico, per costrigere il Pd ad assicurargli un posto sicuro al parlamento europeo.

E' preoccupato per il suo futuro, è consapevole che a Bologna ha perso un'occasione importante...

Un'altra considerazione: Franceschini era stato chiaro il giorno del suo insediamento, aveva giustamente preteso da tutti gli esponenti del partito di finirla di cinguettare polemiche sui giornali. Ci sono sedi competenti dove sfogarsi nel caso. Evidentemente il cinese si ritiene esente da tale indicazione in virtù ... de chè? Boh!

Per noi non ancora tesserati del Pd ma che abbiamo deciso di votare Delbono, questa sboroneria di Cofferati nell'ambiente che frequentiamo ci pesa molto, forse più che ai tesserati.
Ci rende più complicato e più difficile un dialogo con le persone.
Fosse stato per noi Cofferati l'avremmo già sbolognato volentieri da tempo.

Oggi vogliamo ricordargli che è ancora un dipendente della ditta e come tale si deve relazionare, con serietà, correttezza e spirito di collaborazione. Se ha delle critiche da fare le faccia in casa e non in piazza per esibirsi e andare sui giornali!

La sua piazzata ha prodotto un solo risultato: un regalo inatteso per Cazz@Loca e le destre. Tutto il resto della sua intervista solo chiacchiere, distintivo, e, ancora più grave, una mancanza di rispetto per le tante persone - simpatizzanti e militanti - che stanno dando il proprio contributo per non consegnare Bologna al berlusconismo "civico" di Cazzola e Guazzaloca.

venerdì 13 marzo 2009

Amministrative a Bologna. Bologna come Stalingrado?

In un certo senso noi crediamo di si!

Certamente ci sarà chi non è d'accordo, dirà che stiamo esagerando, dirà che evocare Stalingrado è fuori luogo, dirà che siamo comunisti... linotipisti, sadomasochisti, golfisti, feticisti, etc …
Niente di tutto questo. Noi non siamo neanche cattocomunisti, siamo ancora antifascisti irriducibili e riteniamo che il berlusconismo rappresenti una pericolosa deriva autoritaria in grado di trasformare la nostra Repubblica democratica in una tragica repubblica delle banane del Konducator…
… I suoi fini sono marci fino al midollo, ridurrà l’Italia ad una pletora di zombie – perché è bravo a comunicare e ad organizzare, ma manca della cultura di base necessaria per svolgere una vera funzione politica e di governo – ma, sull’esternazione, nessuno lo batte. Potrete scrivere e blaterare ciò che vorrete: lui, farà la solita battuta cretina, s’arrufferà in ragionamenti semplici, da mercato rionale, e quel 60% d’italiani che non legge mai un libro abboccherà contento.
(C. Bertani)

E ci rode non poco l'idea di regalare Bologna al tesserato n. 1816 P2 Berlusconi e alla sua corte dei miracoli: la Lega nord, Cazzola e il furbo commerciante Guazzaloca – il più equivoco dei candidati - che sguazza allegramente tra Udc, Forza italia e Alleanza nazionale.

Perché stiamo ricordando Stalingrado?
Noi siamo fermamente convinti che la consultazione elettorale del 6-7 giugno a Bologna abbia una doppia valenza: una valenza locale e una nazionale.
La posta in gioco a Bologna per l'elezione del nuovo Sindaco non riguarderà solo la nostra città ma avrà serie conseguenze sugli equilibri futuri nello scenario politico e sociale in Italia nei prossimi anni.
Così come la resistenza di Stalingrado ha contribuito a decidere l'esito della seconda guerra mondiale, restituendo all'Europa la speranza e relegando la dittatura nazifascista nel bidone del rusco della storia, noi crediamo che a Bologna ci siano tutte le condizioni per sbarrare il passo al berlusconismo galoppante e ai suoi imitatori bolognesi. Da Bologna, la sinistra e il centrosinistra, se vogliono, sono in grado di dare un segnale forte di inversione di tendenza a tutto il paese.

Certo, le luci e le ombre di Cofferati in questi cinque anni non sono state il massimo, ma la nostra città è ancora in grado, più di altre, di prospettare un immaginario di cambiamento da contrapporre al berlusconismo, che continua ad assumere sempre più le caratteristiche di una dittatura strisciante che si insinua pericolosamente come un cancro in tutti gli aspetti della nostra vita.
I modelli di vita che impone attraverso i suoi strumenti di distrazione di massa hanno contribuito a creare in questi anni un popolo ipnotico di consumatori dipendenti - tifosi estremisti – elettori telecomandati.
La manipolazione quotidiana della realtà è così evidente, spudorata, e solo chi - a destra come a sinistra - non vuol vedere, si arrabatta ancora a cercare pretesti liberisti o a spaccare il capello in quattro... + il resto di quattro... + 44 quattro gatti in fila per due con il resto di 9... e intanto Berlusca il Konducator in Italia dilaga, e a Bologna Cazz@Loca (Cazzola Guazzaloca: l’imbroglio a due teste del centro destra made in Arcore ) continua senza ritegno a prendere in giro i bolognesi con la presunta “civicità”: una pericolosa e tragica commedia, una spudorata furbizia che appartiene più all’arte di recitare che a una seria competizione elettorale.

A Bologna Berlusconi sta giocando una partita elettorale strategica: giorni fa sua emittenza ha tiepidamente incoronato (non ancora ufficialmente) Cazzola come il suo cavallo candidato, ma altre lobby del centro destra continuano ancora a cinguettare con Guazzaloca. Giorgio è un ottimo jolly all'occorrenza, da buon commerciante si trova a suo agio con ogni tipologia di cliente. E’ stato molto bravo a incassare 400.000 euro all’anno all’Antitrust a Roma e sa benissimo come si fa a incassare altri onOri a Bologna.

Come abbiamo già scritto in precedenza sul nostro blog, per Berlusca ogni test elettorale è “cosa sua”, i candidati devono recitare l’unico ruolo che sua maestà di Arcore sa concedere: il ruolo di comparse. Uno come lui non permetterà a nessuno, né tanto meno a Cazz@Loca di rubargli la scena all’Election Day del prossimo giugno a Bologna.
Per Berlusca sfondare a Bologna significa poter scorrazzare con arroganza, aggressività, intolleranza ed esibizionismo, senza freni inibitori a suo piacimento nei prossimi anni in tutti i campi: etica, economia, istruzione, istituzioni, energia, etc, etc, fino ai confini più intimi dei nostri sogni.
Per Berlusca vincere a Bologna significa non doversi confrontare più con nessuno, legittimato ancora di più a stravolgere a suo uso e consumo la Costituzione e accreditarsi definitivamente nella sua corsa verso il Quirinale e incoronarsi imperatore.
L’obiettivo di una Repubblica Presidenziale old sud americana è purtroppo alla sua portata. E passa inevitabilmente per Bologna.
E’ determinato, ha i mezzi per farlo, con tutte le conseguenze che rischiamo in termini di libertà di espressione, di diritti umani, di distruzione dello stato sociale, di distribuzione non della ricchezza ma della povertà…

Se Berlusca è arrivato a tanto, gli errori, le contraddizioni, le ipocrisie della sinistra e del centro sinistra sono innegabili, sono tante. Ma crediamo anche che per il centro&sinistra sia arrivato il momento, con questa crisi di sistema, di fermarsi un attimo per riflettere senza pregiudizi settari e/o intolleranze ideologiche su quel poco che unisce.
Provare a conciliare realismo ed idealismo su obiettivi anche minimi ma condivisi, come i valori della Resistenza e della Costituzione, dell'Antirazzismo, dell’Ecologia e dell’Economia sociale; e da qui ripartire per ricominciare a confrontarsi su ciò che divide, per affrontare con i piedi per terra, la sfida di costruire per Bologna un programma di governo più solidale da contrapporre alla prevedibile rapina liberista di Cazz@Loca in Berlusconi.

Bologna ha bisogno di un Sindaco saggio che ponga come priorità la diffusione dei valori etici nelle relazioni amministrative, economiche e finanziarie; che sia in grado di promuovere uno sviluppo economico eco-sostenibile e solidale nell’interesse dell’intera collettività; che salvaguardi quell’impronta comunitaria che ha fatto la storia della nostra città per poter guardare al futuro con qualche speranza in più.
E’ così difficile sviluppare un metodo basato sulla separazione tra giudizi di fatto e giudizi di valore, nel tentativo di trovare nuove vie che rendano l'azione politica più aderente alle esigenze reali dei cittadini?

Perché non provarci a Bologna per le prossime amministrative?

Amministrative 2009: Bologna come Stalingrado!

giovedì 12 marzo 2009

Cazz@Loca


Cazz@Loca – l’imbroglio a due teste del centro destra "civico" bolognese made in Arcore in corsa per le amministrative
ps
il maiale cinghialato ci è stato gentilmente concesso dal grande Filippo Scòzzari

giovedì 26 febbraio 2009

L'Onda: prova di fascismo anche in Italia?

E’ possibile che nel presente si possa ricreare un fenomeno autocratico come quello nazifascista?

Questa è la domanda su cui si basa L’Onda, l’ultimo film diretto da Dennis Gansel, che uscirà nei nostri cinema il 27 febbraio 2009.

l'Onda, da non confondere con il movimento democratico degli studenti italiani, è ispirato ad un esperimento scolastico realmente tentato in California nel 1976, da cui è stato tratto il libro Best Seller “The Wave” (1981) di Tood Strassner a sua volta base del film tedesco, “L’ Onda“ di Dennis Gansel è già un successo cinematografico in Germania.

Germania: un professore, per spiegare un governo totalitario, propone un esperimento ai suoi studenti, una sorta di gioco di ruolo. Una trentina di studenti imparano il cameratismo attraverso l’uso della disciplina, dell’uniforme e del gesto di riconoscimento, l’onda. Il gioco ben presto si trasforma in un vero e proprio movimento, tanto che chi fa parte del gruppo inizia a minacciare gli altri. Le conseguenze sono le più tragiche.

Guarda il Trailer L’Onda
il film su un’inquietante prova di fascismo in classe, una visione che consigliamo a tutti per riflettere sulle tante anomalie che stiamo vivendo in Italia.

martedì 24 febbraio 2009

Per il diritto alla libertà di cura

Non si può stare con Beppino Englaro ma anche con la Binetti ma anche con Marino ma anche con Rutelli.

Ci sono due mondi inconciliabili. Bisogna scegliere senza equivoci da che parte stare. E le "mediazioni" di Rutelli - che gioca a fare la vittima - ci fanno pena.

Due idee fisse non possono esistere contemporaneamente nel campo morale, come nel campo fisico due corpi non possono occupare il medesimo spazio.
(Aleksàndr Sergeevic Puškin)

RICEVIAMO DA IGNAZIO MARINO
l'appello per il diritto alla libertà di cura sul sito
http://www.appellotestamentobiologico.it/
ha già raggiunto quasi 100.000 firme!

Rispettiamo l'Articolo 32 della Costituzione

Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull'onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico.
Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino.
Il Parlamento, dove siedono i rappresentanti del popolo, deve infatti tenere conto dell'orientamento generale degli italiani.
Rivendichiamo l'indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione.

Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l'integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà.
Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere.
Chiediamo una legge che dia a chi lo vuole, e solo a chi lo vuole, la possibilità di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.

Chiediamo una legge che anche nel nostro Paese dia le giuste regole in questa materia, ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino.
Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.
Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione.

PER ISCRIVERSI ALLA
NEWS LETTER DI IGNAZIO MARINO*
www.ignaziomarino.it/newsletter.asp

giovedì 19 febbraio 2009

PD: chi si somiglia si piglia

Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.
ANTONIO GRAMSCI, 11/02/1917

Ci hanno insegnato che nella vita bisogna prendere delle decisioni e assumersi delle responsabilità. Speriamo che nel Pd sia arrivato finalmente il momento di fare chiarezza una volta per tutte.
Non si può stare con Englaro ma anche con la Binetti. Sono due mondi inconciliabili. Bisogna scegliere senza equivoci da che parte stare.

Tanto per intenderci, per come intendiamo noi il PD, la Binetti e quelli che la pensano come lei è giusto che vadano altrove. Tanto di voti non ne portano da nessuna parte, anzi ne fanno perdere e sono soltanto delle zavorre che non aiutano a fare chiarezza.

Veltroni sarà ricordato come il primo segretario del Pd, un segretario che purtroppo non è stato in grado di assumersi delle responsabilità in sintonia con il sentire del suo popolo di riferimento. Invece di prendere atto della sconfitta sarda e pretendere da segretario una svolta per il futuro del partito, ha optato invece per la comoda scelta delle dimissioni come per levarsi dalle spalle un fardello percepito come insopportabile. Onestamente bisogna anche riconoscere che non è giusto attribuire a Veltroni tutte le colpe, ma l’alibi delle correnti contrastanti dentro il partito, che non gli ha permesso di sviluppare un’azione politica per far crescere il Pd, non regge.
La sua e la nostra sconfitta è nell’assenza di una linea politica chiara e netta, riassumibile nella forma retorica del suo “non solum…sed etiam”.
Non si può essere tutto, questo giochino ingannevole lasciamolo a Berlusconi: imprenditore unto del signore ma anche contadino, datore di lavoro di stallieri mafiosi ma anche operaio, etc…
Noi dobbiamo essere partigiani della democrazia sociale, quella reale e non reality, quella che coinvolge milioni di persone nella vita di tutti i giorni alle prese con i problemi che con questa crisi rischiano di diventare drammatici.

Non si può pretendere di difendere l’interesse dei lavoratori ma anche gli interessi del capitale.

Non ci si può preoccupare del debito pubblico ma anche far finta di niente sui privilegi delle banche.

Non si può essere contro Berlusconi ma anche tacere sul tema del conflitto di interessi.
L’elenco delle inadempienze è lungo e doloroso da ricordare in questo momento, ma è fondamentale tornarci su e rilanciare delle battaglie politiche con un segretario meno american buonista è più militant battagliero, che sappia essere in sintonia con quella parte di italiani che ancora crede nei valori della Costituzione, nello Stato laico e sovrano, nel potenziamento della scuola e della sanità pubblica, nella libertà di scelta individuale, nel diritto di scegliere come vivere e come morire; quell’Italia che rifiuta l’ingerenza politica del Vaticano, la facile retorica dell'antipolitica, la concezione imprenditoriale dello stato, le ossessioni identitarie a sfondo razzista.

Un segretario che ponga come priorità la diffusione dei valori etici nelle relazioni economiche e finanziarie, che sia in grado di promuovere uno sviluppo economico eco-sostenibile e solidale nell’interesse dell’intera collettività, in opposizione al pensiero unico liberista.

Nel centro destra, dall’altra parte del Potere che appare, oggi c’è un ingannatore di serpenti, uno straordinario venditore di illusioni che è riuscito a trasformare un popolo di cittadini in un popolo di consumatori elettori. Un manipolatore della realtà che ha modificato l’etica del nostro paese nello stesso modo in cui si appresta a modificare i valori della Costituzione.
Un’anomalia che ci umilia, perché di fronte ad altre democrazie nel mondo ci rende un paese ridicolo.

L’obiettivo di una Repubblica Presidenziale old sud americana è purtroppo alla sua portata. E’ determinato, ha i mezzi per farlo e non ha di fronte un’opposizione credibile che lo possa contrastare, con tutte le conseguenze che rischiamo in termini di libertà di espressione, di diritti umani, di distruzione dello stato sociale, di distribuzione non della ricchezza ma della povertà…

Noi vogliamo credere che tutto questo si possa ancora fermare, e non crediamo che l’alternativa possa essere il "novello savonarola" Di Pietro paladino della moralità. Ma bisogna affrettarsi a ricomporre un Pd che sappia proporre un modello di società alternativo a quello del centro destra berlusconiano.
Il Pd come unica zattera di salvataggio per non morire berlusconiani.


Ai responsabili chiediamo: PARLATEVI, ASCOLTATEVI E CONFRONTATEVI LEALMENTE! PRIVILEGIATE LA COOPERAZIONE PIUTTOSTO CHE LA COMPETIZIONE. IL NOSTRO PAESE NE HA BISOGNO PIU' DEL VOSTRO ORGOGLIO, PIU' DEI VOSTRI INTERESSI PERSONALI A SOSTENERE LE VOSTRE POSIZIONI.

Noi crediamo che in momenti come questi, l'utilizzo della retorica strumentale alle "scuderie" di partito, le facili scorciatoie o le sterili e superficiali polemiche da salotto televisivo, abbiano lo stesso effetto dell'olio bollente sulla ferita e non aiutano a far capire nel profondo la realtà che si sta vivendo.

Riteniamo che il livello del dibattito su questa nuova situazione politica che si è venuta a creare dovrebbe assumere invece un profilo più alto per riuscire ad affrontare con serietà un problema più grande: la crisi economica e finanziaria che avanza e gli effetti assolutamente inediti e devastanti che possono produrre sul nostro paese, principalmente sui lavoratori, le famiglie, i precari, i disoccupati, gli studenti, gli artigiani, la piccola impresa.

In Spagna Zapatero sta dimostrando che è possibile governare bene senza rinnegare le proprie radici, confrontandosi senza piegarsi alle richieste della chiesa cattolica.
Noi vogliamo credere che anche in Italia è possibile. Un Pd che rivendica una società laica, determinata da uomini e donne solidali, liberi di essere, e non da “fedeli” religiosi intruppati che confondono il peccato con il reato, pretendendo la superiorità della legge divina alle leggi dello Stato.

E lo si può fare, se dentro il Pd, come in un moderno partito socialista-laburista, tutte le varie anime della sinistra riformista, ecologista e quelle che non antepongono l’identità marxista come limite, riescono a convivere e confrontarsi con quelle religiose progressiste che vivono l’esigenza di una ricerca spirituale, senza anteporre il “verbo” del Vaticano o di altre nomenclature religiose, al rispetto della Costituzione dello Stato italiano, laico e antifascista.

Noi ci auguriamo che si vada ad un vero congresso chiarificatore, prima si fa meglio è, per rilanciare un Pd meno coinvolto dagli umori dei salotti mondani e più attento alle istanze che arrivano dai luoghi di lavoro, dalla scuola, dall’università, dai circoli culturali, dalle sezioni, dalle case del popolo, dalle piazze.

Un Pd che sappia interpretare con indicazioni chiare e inequivocabili i bisogni degli italiani che ancora ci credono e dei tantissimi che hanno perso da anni la speranza.

DA BOLOGNA SI PUO' RICOMINCIARE
Per tutti quelli che guardano al Pd per imporre dalla periferia un immaginario di cambiamento. Per tutti quelli che guardano al prossimo sindaco di Bologna da una diversa angolazione:
Oggi più che mai Flavio Delbono sindaco!

martedì 17 febbraio 2009

Cappellacci, Cazzola e Guazzaloca


tre cognomi con un solo nome:
SILVIO


La vittoria di SILVIO Cappallacci in Sardegna pone una seria riflessione anche sulle prossime amministrative a Bologna.
la pretesa di "civicità" di Guazzaloca e Cazzola, la sbandierata distanza dai partiti di questi due candidati al "Premio Arcore" è un inganno, una grande menzogna, una spudorata presa in giro che appartiene più all’arte di recitare che a una seria competizione elettorale.

Alfredo Cazzola o Giorgio Gazzaloca? Intanto, aspettando Berlusconi, il centro destra di Bologna senza una dignitosa personalità, incapace di pensare con la propria testa, ha partorito un mostro a due teste: “Cazz@Loca”.
Il Cavaliere non ha ancora deciso chi sarà il cavallo elettorale da sellare, li farà correre entrambi e prima della data delle elezioni, dal sondaggio che si farà preparare, capirà a chi dare lo zuccherino.

Non è una metafora, l’ha detto lui che può anche candidare il suo cavallo, come fece Catilina, e la vittoria è assicurata se è lui a corrergli in groppa.

Gli elettori che credono alla “civicità” di “Cazz@Loca” e quegli elettori di sinistra delusi da Cofferati che decideranno per l’astensione dovrebbero riflettere su ciò che è successo in Sardegna.
Per Berlusca ogni test elettorale è “cosa sua”, i candidati devono recitare l’unico ruolo che sua maestà di Arcore sa concedere: il ruolo di comparse.
Uno come lui caratterizzato da un fanatico delirio di onnipotenza, non permetterà a nessuno, né tanto meno a Guazza e Cazzola di rubargli la scena all’Election Day del prossimo giugno.

Per Berlusconi, Bologna dopo la Sardegna, è solo una medaglia da appuntare sul suo doppiopetto, una medaglia al valore nella sua guerra strumentale al comunismo che non c'è e al centro sinistra che prova ad esserci e che sta dimostrando più serietà e più affidabilità del centro destra.
Per Berlusca sfondare a Bologna significa spianare una prateria dove può scorrazzare a piacimento, legittimato ancora di più a stravolgere a suo uso e consumo la Costituzione e accreditarsi definitivamente nella sua corsa verso il Quirinale.

La civicità di Cazz@Loca è un "buridone" che assomiglia più ad una pericolosa pagliacciata berlusconiana che a un serio progetto amministrativo per Bologna.

Cazzola e Guazzaloca hanno un'autorevolezza morale per rappresentare la nostra città?

Noi crediamo che con questi due candidati comparse ci troviamo di fronte ancora una volta ad un’anomalia tutta italiana che non ha riscontri in nessun altro paese al mondo.

sabato 14 febbraio 2009

Le "perle" di Guazzaloca

RICEVIAMO DA eugenio.casagrande@email.it ALCUNI INTERVENTI DI CITTADINI BOLOGNESI SU "La REPUBBLICA on line" CHE VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

iuppiter1 09 feb 2009
tra le cose fatte da guazzaloca occorre ricordare: l'incarico dato alla figlia per un progetto professionale da 100.000 euro circa. Le Gocce inaugurate 3 o 4 volte. La barriera eretta in Comune per non ricevere i cittadini. L'assenza costante ad Consigli comunali. l'appropriazione dello studio che fu di Dozza in perfetto stile narcisista e maniacale; la frequentazione del bar all'aperto in piazza maggiore per abbronzarsi invece di lavorare; la frequentazione della palestra President e dell'hotel Mare e Pineta a Milano Marittima invece di lavorare; ed ancora ieri la bugia in perfetto stile berlusconiano nell'affermare che il tracciato del civis non transitava da via S.Vitale e strada Maggiore quando i documenti dicono il contrario. Guazzaloca, inoltre non si è ancora dimesso da membro dell'antitrust ed sta ben seduto sulla sedia; Riguardo poi le 20.000 firme raccolte esse sono ovviamente tarroccate: io ho firmato 4 volte in tempi deversi. Il seguito alla prossima puntata.

elipsos il 09 febbraio 2009
Non capisco il tanto entusiasmo nei confronti di molti bolognesi nei confronti di Guazzaloca, si vede che Cofferati ha prodotto dei danni davvero seri se tanti nostri concittadini ora hanno una fiducia cieca in quello che è stato un Sindaco come tanti, espressione della mediocrità in cui è precipitata Bologna. E' stato il tanto osannato Guazzaloca a partorire l'odiato Civis (con passaggio in centro e penale da 20 milioni inclusi), le orrende Gocce, il metrò più inutile del mondo (chi avrebbe mai utilizzato un metrò Fiera-Staveco?), la privatizzazione della Sala Borsa (con spazi rimasti chiusi per 3 anni e affitti milionari non pagati dall'inquilino). Mi auguro che i bolognesi si ricordino di questi sperperi del pubblico denaro alle prossime elezioni: quando sento Guazzaloca che parla di "risparmio" ed "efficienza" e che poi è pronto a buttare 20 milioni di euro per non far passare un filobus per via San Vitale mi sento preso per un idiota.

iuppiter1 il 08 febbraio 2009
Tra le cose fatte da Guazzaloca ricordo: il Museo della Musica inaugurato tre volte ( ad avanzamento lavori) poi consegnato incompleto; la pulizia da parte di Hera di piazza Maggiore poi inaugurata; la posa della statua di S.Petronio poi inaugurata; la fontana di piazza Trento e Trieste sempre in manutenzione causa la precarietà del manufatto fatta in fretta per poterla inaugurare la fuga da Bologna dopo la sconfitta; la firma del contratto per il Civis (il 14/2/04 prima della cacciata) con transito da starda Maggiore e via S.Vitale: anche se smentisce ci sono gli atti che lo sbugiardano; l'occupazione da abusivo della sedia di membro dell'antitrust. Il seguito alla prossima.

iuppiter1 il 23 ottobre 2008
Leggo sulla stampa che il Guazza guadagna 300.000 (leggasi trecentomila) euro all'anno pensionabili: praticamente come 20 operai. Mi piacerebbe sapere quale contributo fornisce all'Italia questo signore per un compenso così indecentemente elevato. E' vero che, dopo la trombatura del 2004 e conseguente fuga da Bologna, il suo amico Pierferdi (il peggior presidente della camera che l'Italia abbia mai avuto) lo ha imposto, pur non avendo il Guazza nessun requisito come la legge richiede per un tale incarico, ma occorreva avere il senzo della decenza! Il pensare che un tal personaggio, che non mollerà l'osso del posto a Roma finchè non sarà maturato il diritto alla pensione per il milione e 500 mila euro (5 anni x 300.000), potrà essere l'amministratore di Bologna mi fa inorridire. Tra l'altro le proposte fantasiose sono la prova del vuoto che lo sorregge. In pratica anche il Guazza ha il suo ponte sullo stretto: trasferire il S.Orsola al Bellaria. Con la bacchetta magica del Berlusca!.