martedì 23 giugno 2009

A BOLOGNA C'E' DELBONO NEL CENTROSINISTRA

(Foto scattata alla Libreria Irnerio sabato 14 marzo 2009)

Il risultato di questa campagna elettorale è stato inequivocabile: Bologna ha scelto la competenza e la sana educazione di Flavio Delbono e la serietà del centrosinistra. Da oggi inizia una nuova fase politica, sociale e culturale nella nostra città, e l'appello che rivolgiamo al nostro nuovo Sindaco è molto semplice: Flavio, facci sentire orgogliosi di vivere a Bologna!

Beppe, Maurizio, Elena, Domenico, Massimo, Maria, Cinzia, Paolo, Eugenio, Angelo, Gabriele, Lucia, Francesco, Nicola


























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giovedì 18 giugno 2009

Non ripetiamo l'errore del '99

A nostro parere, Cazzola, con quel suo stile 'pecoreccio di lusso', l'uso 'criminoso' della lingua italiana e il ruolo di povera vittima ingiustamente offesa, difensore della legalità (buona questa!), si è rivelato una tragicomica macchietta di imprenditore folgorato dalla politica: il peggior candidato sindaco di tutti i tempi.
Ha trasformato l'arena politica in una squallida latrina. I temi politici sono spariti per far posto alle insinuazioni di un candidato disperato che ha speso una montagna di soldi (800.000 o un milione di euro?) per togliersi lo sfizio di fare il sindaco.

In tutta la sporcizia che sta dissiminando, c'è una prospettiva molto preoccupante e che rischia di passare in secondo piano: la decisione di Cazzola di affidare l'Assessorato alla sicurezza di Bologna alla LEGA NORD.

LA SICUREZZA DI BOLOGNA ALLA LEGA NORD, CHE APRIRA' LE PORTE ALLE RONDE FASCISTE, DEVE FAR RIFLETTERE QUANTI ANCORA DUBITANO SUL PERICOLO CHE CORRIAMO NEL CONSEGNARE BOLOGNA A CAZZOLA E ALLE DESTRE.

Abbiamo i numeri per evitare questa disgrazia per la nostra città, non ripetiamo l'errore del '99, teniamoli lontani, fuori dalle nostre vite.

giovedì 11 giugno 2009

BOLOGNA. PASQUINO VOTERA' FLAVIO DELBONO AL BALLOTTAGGIO

Alcuni giorni fa avevamo posto una domanda al prof Pasquino - con Delbono o con Cazzola? - e ieri con una dichiarazione a Radio Tau ha annunciato il suo sostegno a Flavio Delbono.

Non parla per tutta la sua lista, che ha ottenuto l'1,8% alle amministrative. Ma a livello personale Gianfranco Pasquino votera' senz'altro per il candidato del centrosinistra, Flavio Delbono. Il politologo lo ha fatto chiaramente capire questa mattina a radio Tau...
... continua su http://www.gianfrancopasquino.it/

martedì 9 giugno 2009

a Bologna c'è ancora il centrosinistra e c'è ancora... DELBONO!

Alla luce dei risultati di questa tornata elettorale, a Bologna, per il ballottaggio, abbiamo molte ragioni in più per non consegnare la nostra città alle destre e al qualunquismo populista.
La ragione più importante è la soddisfazione di poter rivendicare che a Bologna, non c'è "trippa" per il ciarpame politico-culturale di Papi Silvio da Casoria e di Alfredo da Cazzola.
Lo stesso ridicolo risultato della lista di Cazzola (con tutti i soldi che ha speso) lo dimostra, per non parlare del magrissimo risultato della Lega.

A questo punto sorge spontanea una domanda molto semplice al prof Pasquino: al ballottaggio si augura una sconfitta di Delbono e del centrosinistra o quella di Cazzola e del centrodestra?

mercoledì 3 giugno 2009

FLAVIO DELBONO SINDACO SAGGIO A BOLOGNA

Siamo giunti finalmente alla conclusione di questa lunga e difficile campagna elettorale.
Eravamo partiti per dire la nostra sulle primarie criticando la scelta del metodo adottato, senza però mai perdere di vista l'importanza di continuare ad avere una coalizione di centrosinistra al governo della nostra città.

Nei primi mesi di attività del blog avevamo incrociato nel nostro cammino il prof Pasquino, al quale non avevamo fatto mancare la nostra simpatia, ma nel corso di questa campagna elettorale ci ha profondamente delusi. Riconosciamo che ha avuto un passato onorevole, ma le posizioni presuntuose, equivoche e vendicative, con le quali ha caratterizzato la sua campagna elettorale ci fanno guardare al suo presente con una noia infinita.

Pensavamo che potesse rappresentare una posizione critica ma utile al centro sinistra per quell'elettorato deluso da Cofferati orientato all'astensione, ha dimostrato invece che la sua preoccupazione non è la destra da contrastare, al contrario, la sua preoccupazione è stata unicamente contrastare il Pd fino ad augurarsi il suo sfascio.

Siamo consapevoli di non essere dei sottili intenditori di politica come lui e facciamo fatica a capire le elaborazioni alchemiche di uno stagionato politologo: “Non voglio perda il Pd, ma i suoi dirigenti sì”.

Caro professore, per noi people è inaccettabile che un vecchio politico di sinistra come lei si auguri lo sfascio del Pd a Bologna; per noi il suo augurio equivale a spalancare le porte al fetido berlusconismo di Cazzola e a tutto il ciarpame che si porta dietro.

Noi siamo ancora fermamente convinti che la consultazione elettorale del 6-7 giugno a Bologna abbia una doppia valenza, troppo importante per lasciarla ai personalismi di Pasquino: una valenza locale e una nazionale.
La posta in gioco a Bologna per l'elezione del nuovo Sindaco non riguarderà solo la nostra città ma avrà serie conseguenze sugli equilibri futuri nello scenario politico e sociale in Italia nei prossimi anni.
Noi crediamo che a Bologna ci siano tutte le condizioni per sbarrare il passo al berlusconismo galoppante e ai suoi imitatori bolognesi. Da Bologna, la sinistra e il centrosinistra, se vogliono, sono in grado di dare un segnale forte di inversione di tendenza e di speranza a tutto il Paese.
Certo, le luci e le ombre di questi cinque anni di Cofferati non sono state il massimo, ma la nostra città è ancora in grado, più di altre, di prospettare un immaginario di cambiamento da contrapporre al berlusconismo, che continua ad assumere sempre più le caratteristiche di una dittatura strisciante che si insinua pericolosamente come un cancro in tutti gli aspetti della nostra vita.

Per il Papi Berlusca da Casoria, sfondare a Bologna significa poter scorrazzare a suo piacimento con arroganza, aggressività, intolleranza ed esibizionismo, nei prossimi anni in tutti i campi: etica, istituzioni, informazione, economia, istruzione, sanità, energia, etc, etc, fino ai confini più intimi dei nostri sogni.
Per il Papi Berlusca da Casoria, vincere a Bologna significa non doversi confrontare più con nessuno, legittimato ancora di più a stravolgere a suo uso e consumo la Costituzione e accreditarsi definitivamente nella sua corsa verso il Quirinale e incoronarsi imperatore della sua repubblica personale.
L’obiettivo di una Repubblica Presidenziale old sud americana è purtroppo alla sua portata. E passa inevitabilmente per Bologna.
E’ determinato, ha i mezzi per farlo, con tutte le conseguenze che rischiamo in termini di libertà di espressione, di diritti umani, di distruzione dello stato sociale, di distribuzione non della ricchezza ma della povertà…

Se Berlusca è arrivato a tanto, gli errori della sinistra e del centro sinistra sono innegabili e hanno contribuito a determinare questa situazione. Ma crediamo anche che per il centro&sinistra sia arrivato il momento, con questa crisi di sistema e di valori, di fermarsi un attimo per riflettere senza pregiudizi settari e/o intolleranze ideologiche su quel poco che ci unisce.
Provare a conciliare realismo ed idealismo su obiettivi anche minimi ma condivisi, come i valori della Resistenza e della Costituzione, dell'Antirazzismo, dell’Ecologia e dell’Economia sociale; e da qui ripartire per ricominciare a confrontarsi su ciò che ci divide, per affrontare con i piedi per terra, la sfida di costruire per Bologna un programma di governo più solidale da contrapporre alla prevedibile rapina liberista di Cazzola e Guazzaloca.

Bologna ha bisogno di un Sindaco saggio - e Flavio Delbono ha tutte le caratteristiche per esserlo - che ponga come priorità la diffusione dei valori etici nelle relazioni amministrative, economiche e finanziarie; che sia in grado di promuovere uno sviluppo economico eco-sostenibile e solidale nell’interesse dell’intera collettività; che salvaguardi quell’impronta comunitaria che ha fatto la storia della nostra città per poter guardare al futuro con qualche speranza in più.

E’ così difficile sviluppare un metodo basato sulla separazione tra giudizi di fatto e giudizi di valore, nel tentativo di trovare nuove vie che rendano l'azione politica più aderente alle esigenze reali dei cittadini?

Perché non provarci a Bologna per le prossime amministrative?

Noi ci auguriamo FLAVIO DELBONO SINDACO DI CENTROSINISTRA PER BOLOGNA


Ps

Un appello a quanti nutrono ancora dei dubbi sul centrosinistra e sono orientati a non andare a votare: fate almeno uno sforzo "romantico", fate in modo che un simbolo storico della sinistra italiana VERDI -IL SOLE CHE RIDE (finalmente libero da Pecoraro Scanio) non sparisca e possa continuare ad esistere.




lunedì 1 giugno 2009

"IL MAGNIFICO CORNUTO" da Premio Nobel


"Il Nobel? Uno scherzo?"
Sul quotidiano berlinese Tagesspiegel è uscito l'altro giorno nella pagina degli editoriali un ritratto di Berlusconi carico di pungente ironia.
L'articolo informa i lettori della raccolta di firme avviata per iniziativa dei comitati guidati da Emanuele Verghini per proporre Berlusconi come Nobel per la pace. "Uno scherzo? - si chiede il giornale - No, per nulla.
In un momento storico Berlusconi è riuscito a scongiurare il pericolo della terza guerra mondiale e ha salvato il mondo dall'olocausto nucleare - afferma sarcastico Tagesspiegel". Poi il commento finale: "Di fronte a questi meriti certo non irrilevanti, le piccole, meschine polemiche sul caso-Noemi e sulle donne nelle liste elettorali potrebbero infine sparire".

UN DETTO POPOLARE RECITA:
DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO' CHI SEI.

MEDITA CAZZOLA! MEDITA!


Times: «Cade la maschera del buffone sciovinista»

Corriere «Il peggio non sono le ragazze candidate a Europarlamento, ma il disprezzo verso gli italiani»

A BOLOGNA
NON ABBIAMO BISOGNO DI QUESTO CIARPAME!

giovedì 28 maggio 2009

La conoscenza chiarisce le idee, l'ignoranza le seppellisce

Cultura

Einaudi non pubblica il Nobel Saramago perchè critica Berlusconi.

Einaudi non pubblicherà la traduzione italiana del prossimo libro del Nobel Saramago.

Secondo il settimanale l'Espresso la decisione è legata ai «giudizi a dir poco trancianti su Berlusconi, proprietario di Einaudi» presenti nell'opera.

NOI DI SINDACO-SAGGIO ABBIAMO ORRORE DELLA DERIVA POPULISTA- QUALUNQUISTA -FASCISTA CHE CAZZOLA POTREBBE IMPORRE ALLA NOSTRA CITTA'.

IL "PAPI" CAVALIERE RATTUSO BERLUSKA PADRINO DI CAZZOLA STA FINALMENTE VACILLANDO SOTTO LE SUE PATETICHE E INSOSTENIBILI MENZOGNE!

RELEGHIAMO "PAPI" NEL BIDONE DEL RUSKO DELLA STORIA!
E' UN DOVERE CIVICO DISARCIONARLO DAL SUO SOGNATO 40%.

PRIMA SPARISCE MEGLIO E'!
CUPETT! (lui e Cazzola)

A BOLOGNA ABBIAMO BISOGNO DI ARIA PURA, PULITA!

mercoledì 27 maggio 2009

La conoscenza chiarisce le idee, l'ignoranza le seppellisce

CI AUGURIAMO CHE ALL'APPUNTAMENTO ELETTORALE DEL 6/7 GIUGNO PREVALGA LA FORZA DELLE IDEE DEL CENTROSINISTRA E NON LA FORZATURA POPULISTA E FASCISTA DEL CAPO "PAPI" DEL CENTRODESTRA.

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
QUESTO INCONTRO ALLA LIBRERIA IRNERIO

mercoledì 8 aprile 2009

UN PONTE X LO STRETTO INDISPENSABILE AL FUTURO DELL'ABRUZZO!

Proviamo a lanciare una campagna di sensibilizzazione:

UN PONTE X LO STRETTO INDISPENSABILE AL FUTURO DELL'ABRUZZO!

CHIEDIAMO DI DESTINARE I FINANZIAMENTI PER IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA ALLA RICOSTRUZIONE DI CASE, OSPEDALI, SCUOLE, ASILI, OPERE D'ARTE, DISTRUTTI DAL TERREMOTO.

Il ponte sullo stretto di Messina può tranquillamente aspettare, non è una priorità, ci sembra più un "inno architettonico" alla vanità del cavaliere.

In Abruzzo per questa tragedia pretendiamo una priorità economica, sociale e culturale.

Non stiamo parlando forse della peggiore tragedia di questo millennio?

Il ponte sullo stretto non è una priorità! La dignità e il diritto al futuro della nostra gente è una priorità che non è sindacabile!

martedì 7 aprile 2009

Ipocrisia e censura di stato


Nel maggio scorso il terremoto che sconvolse la provincia cinese del Sichuan era stato preceduto da alcuni avvertimenti di autorevoli geologi-sismologi locali, che le autorita` avevano ignorato e poi cancellato dai siti Internet.
In Cina vi furono polemiche, puntualmente soffocate dalla censura di Stato. All’interno di una tragedia ben piu` grande (70.000 vittime accertate) questo scandalo degli avvertimenti censurati fu “catalogato” da noi occidentali tra i tipici misfatti di un regime autoritario, abituato a censurare l’informazione.
Federico Rampini

Fonte:
http://rampini.blogautore.repubblica.it/
Link: http://rampini.blogautore.repubblica.it/2009/04/06/abruzzo-come-il-sichuan/
ps
Quelle parole di PERTINI...
"E se vi è qualcuno che ha ostacolato io chiedo: è in carcere, come dovrebbe essere?"

lunedì 6 aprile 2009

Caro Abruzzo, troppi allarmi non ascoltati, questa è una tragedia annunciata


La frazione dell'Aquila quasi rasa al suolo: si temono 50 morti su 400 abitanti.

Tra i corpi quelli di due fidanzati in fuga d'amore. Si scava dove si sentono voci. Una fila di bare davanti alle macerie il piccolo borgo di Onna non c'è più. (GIUSEPPE CAPORALE)

ONNA (L'Aquila) - E' l'odore del terremoto. Quel terribile velo di polvere che stagna nell'aria e avvolge tutto. Qui ad Onna non riesce a coprire lo scenario apocalittico della piccola frazione del Comune dell'Aquila uscita come da un bombardamento. Onna non c'è più. E' una unica distesa di macerie, tra le quali non si riescono quasi a distinguere le linee dei vicoli del paese, e di macchine coperte di fango.

La stima nessuno vuole dirla quasi a non volerla rendere ufficiale, ma in troppi pensano che dei quattrocento abitanti cinquanta siano morti. Anche i soccorritori, a tratti, sembrano gettare la spugna: si scava soprattutto dove si sentono voci da sotto le macerie o dove si pensa di poter trovare qualcuno ancora vivo.
Al confine del borgo, su un prato tra due cavalli che brucano, la fila di dieci bare circondate da parenti che quasi non piangono più, per i loro morti allineati nella improvvisata camera ardente e per quelli che temono seppelliti per sempre sotto le montagne di macerie che fanno da sfondo. Attoniti, davanti ai corpi di due fidanzati, i parenti che hanno perso due giovani e - insieme - hanno scoperto la loro fuga d'amore. Erano scappati a Onna di nascosto dai genitori, sono morti insieme. E insieme sono morti altri due ragazzi di 18 e 16 anni, figli di Giustino Parisse, giornalista del "Centro" di Pescara.

In ginocchio, davanti al paese crollato, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane che si è appena lasciata alle spalle le macerie della sua casa dell'Aquila. Cerca di consolare tutti e ripete: "Troppi allarmi non ascoltati, questa è una tragedia annunciata"

La Repubblica (6 aprile 2009)

venerdì 3 aprile 2009

Il nuovo PD: Debora Serracchiani, 38 anni

Debora Serracchiani, 38 anni, brava, onesta e sincera, candidata del PD al Parlamento europeo.

Consigliamo vivamente a tutti di ascoltare il suo intervento (VIDEO)

lunedì 30 marzo 2009

Vittorio Alfieri e il Partito del Lazzarone

“Tirannide indistintamente appellar si debbe ogni qualunque governo in cui, chi è preposto all'esecuzione delle leggi può farle, distruggerle, interpretarle, impedirle, sospenderle o anche soltanto eluderle con sicurezza d'impunità. E quindi o questo infrangileggi sia ereditario o elettivo, usurpatore o legittimo, uomo buono o tristo, uno o molti, a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva che basti a ciò fare, è tiranno, ogni società che lo ammetta è tirannide, ogni popolo che lo sopporta è schiavo”.

Vittorio Alfieri


AVEVAMO GIA' PUBBLICATO QUESTA RIFLESSIONE DI VITTORIO ALFIERI. OGGI, DOPO L'UFFICIALIZZAZIONE DEL PARTITO DEL LAZZARONE LA RIPROPONIAMO DI NUOVO. UN OMAGGIO A TUTTI QUELLI CHE RIESCONO ANCORA AD INDIGNARSI DI FRONTE ALLA FURBIZIA E AL FANATISMO DI UN VENDITORE DI FRIGORIFERI.


martedì 24 marzo 2009

Perchè Cofferati attacca Delbono?

Gli ha dato molto fastidio un accenno di critica di Delbono al suo operato. Questo è evidente.
Ma non basta per giustificare la piazzata che ha regalato alla stampa. Ed è altrettanto evidente che il cinese è troppo "scafato" per non capire quali sono gli effetti che producono le sue esternazioni sui giornali.

La tattica in politica è metà dell'opera e Cofferati lo sa bene.
A nostro parere, Cofferati attacca Delbono non perchè ha a cuore il futuro di Bologna, se cosi fosse avrebbe espresso con lealtà i suoi timori, le sue critiche e i suoi suggerimenti in "camera caritatis", come sempre si fa in questi casi per migliorare la campagna elettorale del candidato del proprio partito.

Crediamo invece che l'attacco di Cofferati a Delbono sia un atto umanamente scorretto, politicamente cinico, per costrigere il Pd ad assicurargli un posto sicuro al parlamento europeo.

E' preoccupato per il suo futuro, è consapevole che a Bologna ha perso un'occasione importante...

Un'altra considerazione: Franceschini era stato chiaro il giorno del suo insediamento, aveva giustamente preteso da tutti gli esponenti del partito di finirla di cinguettare polemiche sui giornali. Ci sono sedi competenti dove sfogarsi nel caso. Evidentemente il cinese si ritiene esente da tale indicazione in virtù ... de chè? Boh!

Per noi non ancora tesserati del Pd ma che abbiamo deciso di votare Delbono, questa sboroneria di Cofferati nell'ambiente che frequentiamo ci pesa molto, forse più che ai tesserati.
Ci rende più complicato e più difficile un dialogo con le persone.
Fosse stato per noi Cofferati l'avremmo già sbolognato volentieri da tempo.

Oggi vogliamo ricordargli che è ancora un dipendente della ditta e come tale si deve relazionare, con serietà, correttezza e spirito di collaborazione. Se ha delle critiche da fare le faccia in casa e non in piazza per esibirsi e andare sui giornali!

La sua piazzata ha prodotto un solo risultato: un regalo inatteso per Cazz@Loca e le destre. Tutto il resto della sua intervista solo chiacchiere, distintivo, e, ancora più grave, una mancanza di rispetto per le tante persone - simpatizzanti e militanti - che stanno dando il proprio contributo per non consegnare Bologna al berlusconismo "civico" di Cazzola e Guazzaloca.

venerdì 13 marzo 2009

Amministrative a Bologna. Bologna come Stalingrado?

In un certo senso noi crediamo di si!

Certamente ci sarà chi non è d'accordo, dirà che stiamo esagerando, dirà che evocare Stalingrado è fuori luogo, dirà che siamo comunisti... linotipisti, sadomasochisti, golfisti, feticisti, etc …
Niente di tutto questo. Noi non siamo neanche cattocomunisti, siamo ancora antifascisti irriducibili e riteniamo che il berlusconismo rappresenti una pericolosa deriva autoritaria in grado di trasformare la nostra Repubblica democratica in una tragica repubblica delle banane del Konducator
… I suoi fini sono marci fino al midollo, ridurrà l’Italia ad una pletora di zombie – perché è bravo a comunicare e ad organizzare, ma manca della cultura di base necessaria per svolgere una vera funzione politica e di governo – ma, sull’esternazione, nessuno lo batte. Potrete scrivere e blaterare ciò che vorrete: lui, farà la solita battuta cretina, s’arrufferà in ragionamenti semplici, da mercato rionale, e quel 60% d’italiani che non legge mai un libro abboccherà contento.
(C. Bertani)

E ci rode non poco l'idea di regalare Bologna al tesserato n. 1816 P2 Berlusconi e alla sua corte dei miracoli: la Lega nord, Cazzola e il furbo commerciante Guazzaloca – il più equivoco dei candidati - che sguazza allegramente tra Udc, Forza italia e Alleanza nazionale.

Perché stiamo ricordando Stalingrado?
Noi siamo fermamente convinti che la consultazione elettorale del 6-7 giugno a Bologna abbia una doppia valenza: una valenza locale e una nazionale.
La posta in gioco a Bologna per l'elezione del nuovo Sindaco non riguarderà solo la nostra città ma avrà serie conseguenze sugli equilibri futuri nello scenario politico e sociale in Italia nei prossimi anni.
Così come la resistenza di Stalingrado ha contribuito a decidere l'esito della seconda guerra mondiale, restituendo all'Europa la speranza e relegando la dittatura nazifascista nel bidone del rusco della storia, noi crediamo che a Bologna ci siano tutte le condizioni per sbarrare il passo al berlusconismo galoppante e ai suoi imitatori bolognesi. Da Bologna, la sinistra e il centrosinistra, se vogliono, sono in grado di dare un segnale forte di inversione di tendenza a tutto il paese.

Certo, le luci e le ombre di Cofferati in questi cinque anni non sono state il massimo, ma la nostra città è ancora in grado, più di altre, di prospettare un immaginario di cambiamento da contrapporre al berlusconismo, che continua ad assumere sempre più le caratteristiche di una dittatura strisciante che si insinua pericolosamente come un cancro in tutti gli aspetti della nostra vita.
I modelli di vita che impone attraverso i suoi strumenti di distrazione di massa hanno contribuito a creare in questi anni un popolo ipnotico di consumatori dipendenti - tifosi estremisti – elettori telecomandati.
La manipolazione quotidiana della realtà è così evidente, spudorata, e solo chi - a destra come a sinistra - non vuol vedere, si arrabatta ancora a cercare pretesti liberisti o a spaccare il capello in quattro... + il resto di quattro... + 44 quattro gatti in fila per due con il resto di 9... e intanto Berlusca il Konducator in Italia dilaga, e a Bologna Cazz@Loca (Cazzola Guazzaloca: l’imbroglio a due teste del centro destra made in Arcore ) continua senza ritegno a prendere in giro i bolognesi con la presunta “civicità”: una pericolosa e tragica commedia, una spudorata furbizia che appartiene più all’arte di recitare che a una seria competizione elettorale.

A Bologna Berlusconi sta giocando una partita elettorale strategica: giorni fa sua emittenza ha tiepidamente incoronato (non ancora ufficialmente) Cazzola come il suo cavallo candidato, ma altre lobby del centro destra continuano ancora a cinguettare con Guazzaloca. Giorgio è un ottimo jolly all'occorrenza, da buon commerciante si trova a suo agio con ogni tipologia di cliente. E’ stato molto bravo a incassare 400.000 euro all’anno all’Antitrust a Roma e sa benissimo come si fa a incassare altri onOri a Bologna.

Come abbiamo già scritto in precedenza sul nostro blog, per Berlusca ogni test elettorale è “cosa sua”, i candidati devono recitare l’unico ruolo che sua maestà di Arcore sa concedere: il ruolo di comparse. Uno come lui non permetterà a nessuno, né tanto meno a Cazz@Loca di rubargli la scena all’Election Day del prossimo giugno a Bologna.
Per Berlusca sfondare a Bologna significa poter scorrazzare con arroganza, aggressività, intolleranza ed esibizionismo, senza freni inibitori a suo piacimento nei prossimi anni in tutti i campi: etica, economia, istruzione, istituzioni, energia, etc, etc, fino ai confini più intimi dei nostri sogni.
Per Berlusca vincere a Bologna significa non doversi confrontare più con nessuno, legittimato ancora di più a stravolgere a suo uso e consumo la Costituzione e accreditarsi definitivamente nella sua corsa verso il Quirinale e incoronarsi imperatore.
L’obiettivo di una Repubblica Presidenziale old sud americana è purtroppo alla sua portata. E passa inevitabilmente per Bologna.
E’ determinato, ha i mezzi per farlo, con tutte le conseguenze che rischiamo in termini di libertà di espressione, di diritti umani, di distruzione dello stato sociale, di distribuzione non della ricchezza ma della povertà…

Se Berlusca è arrivato a tanto, gli errori, le contraddizioni, le ipocrisie della sinistra e del centro sinistra sono innegabili, sono tante. Ma crediamo anche che per il centro&sinistra sia arrivato il momento, con questa crisi di sistema, di fermarsi un attimo per riflettere senza pregiudizi settari e/o intolleranze ideologiche su quel poco che unisce.
Provare a conciliare realismo ed idealismo su obiettivi anche minimi ma condivisi, come i valori della Resistenza e della Costituzione, dell'Antirazzismo, dell’Ecologia e dell’Economia sociale; e da qui ripartire per ricominciare a confrontarsi su ciò che divide, per affrontare con i piedi per terra, la sfida di costruire per Bologna un programma di governo più solidale da contrapporre alla prevedibile rapina liberista di Cazz@Loca in Berlusconi.

Bologna ha bisogno di un Sindaco saggio che ponga come priorità la diffusione dei valori etici nelle relazioni amministrative, economiche e finanziarie; che sia in grado di promuovere uno sviluppo economico eco-sostenibile e solidale nell’interesse dell’intera collettività; che salvaguardi quell’impronta comunitaria che ha fatto la storia della nostra città per poter guardare al futuro con qualche speranza in più.
E’ così difficile sviluppare un metodo basato sulla separazione tra giudizi di fatto e giudizi di valore, nel tentativo di trovare nuove vie che rendano l'azione politica più aderente alle esigenze reali dei cittadini?

Perché non provarci a Bologna per le prossime amministrative?

Amministrative 2009: Bologna come Stalingrado!

giovedì 12 marzo 2009

Cazz@Loca


Cazz@Loca – l’imbroglio a due teste del centro destra "civico" bolognese made in Arcore in corsa per le amministrative
ps
il maiale cinghialato ci è stato gentilmente concesso dal grande Filippo Scòzzari