giovedì 26 febbraio 2009

L'Onda: prova di fascismo anche in Italia?

E’ possibile che nel presente si possa ricreare un fenomeno autocratico come quello nazifascista?

Questa è la domanda su cui si basa L’Onda, l’ultimo film diretto da Dennis Gansel, che uscirà nei nostri cinema il 27 febbraio 2009.

l'Onda, da non confondere con il movimento democratico degli studenti italiani, è ispirato ad un esperimento scolastico realmente tentato in California nel 1976, da cui è stato tratto il libro Best Seller “The Wave” (1981) di Tood Strassner a sua volta base del film tedesco, “L’ Onda“ di Dennis Gansel è già un successo cinematografico in Germania.

Germania: un professore, per spiegare un governo totalitario, propone un esperimento ai suoi studenti, una sorta di gioco di ruolo. Una trentina di studenti imparano il cameratismo attraverso l’uso della disciplina, dell’uniforme e del gesto di riconoscimento, l’onda. Il gioco ben presto si trasforma in un vero e proprio movimento, tanto che chi fa parte del gruppo inizia a minacciare gli altri. Le conseguenze sono le più tragiche.

Guarda il Trailer L’Onda
il film su un’inquietante prova di fascismo in classe, una visione che consigliamo a tutti per riflettere sulle tante anomalie che stiamo vivendo in Italia.

martedì 24 febbraio 2009

Per il diritto alla libertà di cura

Non si può stare con Beppino Englaro ma anche con la Binetti ma anche con Marino ma anche con Rutelli.

Ci sono due mondi inconciliabili. Bisogna scegliere senza equivoci da che parte stare. E le "mediazioni" di Rutelli - che gioca a fare la vittima - ci fanno pena.

Due idee fisse non possono esistere contemporaneamente nel campo morale, come nel campo fisico due corpi non possono occupare il medesimo spazio.
(Aleksàndr Sergeevic Puškin)

RICEVIAMO DA IGNAZIO MARINO
l'appello per il diritto alla libertà di cura sul sito
http://www.appellotestamentobiologico.it/
ha già raggiunto quasi 100.000 firme!

Rispettiamo l'Articolo 32 della Costituzione

Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull'onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico.
Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino.
Il Parlamento, dove siedono i rappresentanti del popolo, deve infatti tenere conto dell'orientamento generale degli italiani.
Rivendichiamo l'indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione.

Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l'integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà.
Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere.
Chiediamo una legge che dia a chi lo vuole, e solo a chi lo vuole, la possibilità di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.

Chiediamo una legge che anche nel nostro Paese dia le giuste regole in questa materia, ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino.
Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.
Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione.

PER ISCRIVERSI ALLA
NEWS LETTER DI IGNAZIO MARINO*
www.ignaziomarino.it/newsletter.asp

giovedì 19 febbraio 2009

PD: chi si somiglia si piglia

Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.
ANTONIO GRAMSCI, 11/02/1917

Ci hanno insegnato che nella vita bisogna prendere delle decisioni e assumersi delle responsabilità. Speriamo che nel Pd sia arrivato finalmente il momento di fare chiarezza una volta per tutte.
Non si può stare con Englaro ma anche con la Binetti. Sono due mondi inconciliabili. Bisogna scegliere senza equivoci da che parte stare.

Tanto per intenderci, per come intendiamo noi il PD, la Binetti e quelli che la pensano come lei è giusto che vadano altrove. Tanto di voti non ne portano da nessuna parte, anzi ne fanno perdere e sono soltanto delle zavorre che non aiutano a fare chiarezza.

Veltroni sarà ricordato come il primo segretario del Pd, un segretario che purtroppo non è stato in grado di assumersi delle responsabilità in sintonia con il sentire del suo popolo di riferimento. Invece di prendere atto della sconfitta sarda e pretendere da segretario una svolta per il futuro del partito, ha optato invece per la comoda scelta delle dimissioni come per levarsi dalle spalle un fardello percepito come insopportabile. Onestamente bisogna anche riconoscere che non è giusto attribuire a Veltroni tutte le colpe, ma l’alibi delle correnti contrastanti dentro il partito, che non gli ha permesso di sviluppare un’azione politica per far crescere il Pd, non regge.
La sua e la nostra sconfitta è nell’assenza di una linea politica chiara e netta, riassumibile nella forma retorica del suo “non solum…sed etiam”.
Non si può essere tutto, questo giochino ingannevole lasciamolo a Berlusconi: imprenditore unto del signore ma anche contadino, datore di lavoro di stallieri mafiosi ma anche operaio, etc…
Noi dobbiamo essere partigiani della democrazia sociale, quella reale e non reality, quella che coinvolge milioni di persone nella vita di tutti i giorni alle prese con i problemi che con questa crisi rischiano di diventare drammatici.

Non si può pretendere di difendere l’interesse dei lavoratori ma anche gli interessi del capitale.

Non ci si può preoccupare del debito pubblico ma anche far finta di niente sui privilegi delle banche.

Non si può essere contro Berlusconi ma anche tacere sul tema del conflitto di interessi.
L’elenco delle inadempienze è lungo e doloroso da ricordare in questo momento, ma è fondamentale tornarci su e rilanciare delle battaglie politiche con un segretario meno american buonista è più militant battagliero, che sappia essere in sintonia con quella parte di italiani che ancora crede nei valori della Costituzione, nello Stato laico e sovrano, nel potenziamento della scuola e della sanità pubblica, nella libertà di scelta individuale, nel diritto di scegliere come vivere e come morire; quell’Italia che rifiuta l’ingerenza politica del Vaticano, la facile retorica dell'antipolitica, la concezione imprenditoriale dello stato, le ossessioni identitarie a sfondo razzista.

Un segretario che ponga come priorità la diffusione dei valori etici nelle relazioni economiche e finanziarie, che sia in grado di promuovere uno sviluppo economico eco-sostenibile e solidale nell’interesse dell’intera collettività, in opposizione al pensiero unico liberista.

Nel centro destra, dall’altra parte del Potere che appare, oggi c’è un ingannatore di serpenti, uno straordinario venditore di illusioni che è riuscito a trasformare un popolo di cittadini in un popolo di consumatori elettori. Un manipolatore della realtà che ha modificato l’etica del nostro paese nello stesso modo in cui si appresta a modificare i valori della Costituzione.
Un’anomalia che ci umilia, perché di fronte ad altre democrazie nel mondo ci rende un paese ridicolo.

L’obiettivo di una Repubblica Presidenziale old sud americana è purtroppo alla sua portata. E’ determinato, ha i mezzi per farlo e non ha di fronte un’opposizione credibile che lo possa contrastare, con tutte le conseguenze che rischiamo in termini di libertà di espressione, di diritti umani, di distruzione dello stato sociale, di distribuzione non della ricchezza ma della povertà…

Noi vogliamo credere che tutto questo si possa ancora fermare, e non crediamo che l’alternativa possa essere il "novello savonarola" Di Pietro paladino della moralità. Ma bisogna affrettarsi a ricomporre un Pd che sappia proporre un modello di società alternativo a quello del centro destra berlusconiano.
Il Pd come unica zattera di salvataggio per non morire berlusconiani.


Ai responsabili chiediamo: PARLATEVI, ASCOLTATEVI E CONFRONTATEVI LEALMENTE! PRIVILEGIATE LA COOPERAZIONE PIUTTOSTO CHE LA COMPETIZIONE. IL NOSTRO PAESE NE HA BISOGNO PIU' DEL VOSTRO ORGOGLIO, PIU' DEI VOSTRI INTERESSI PERSONALI A SOSTENERE LE VOSTRE POSIZIONI.

Noi crediamo che in momenti come questi, l'utilizzo della retorica strumentale alle "scuderie" di partito, le facili scorciatoie o le sterili e superficiali polemiche da salotto televisivo, abbiano lo stesso effetto dell'olio bollente sulla ferita e non aiutano a far capire nel profondo la realtà che si sta vivendo.

Riteniamo che il livello del dibattito su questa nuova situazione politica che si è venuta a creare dovrebbe assumere invece un profilo più alto per riuscire ad affrontare con serietà un problema più grande: la crisi economica e finanziaria che avanza e gli effetti assolutamente inediti e devastanti che possono produrre sul nostro paese, principalmente sui lavoratori, le famiglie, i precari, i disoccupati, gli studenti, gli artigiani, la piccola impresa.

In Spagna Zapatero sta dimostrando che è possibile governare bene senza rinnegare le proprie radici, confrontandosi senza piegarsi alle richieste della chiesa cattolica.
Noi vogliamo credere che anche in Italia è possibile. Un Pd che rivendica una società laica, determinata da uomini e donne solidali, liberi di essere, e non da “fedeli” religiosi intruppati che confondono il peccato con il reato, pretendendo la superiorità della legge divina alle leggi dello Stato.

E lo si può fare, se dentro il Pd, come in un moderno partito socialista-laburista, tutte le varie anime della sinistra riformista, ecologista e quelle che non antepongono l’identità marxista come limite, riescono a convivere e confrontarsi con quelle religiose progressiste che vivono l’esigenza di una ricerca spirituale, senza anteporre il “verbo” del Vaticano o di altre nomenclature religiose, al rispetto della Costituzione dello Stato italiano, laico e antifascista.

Noi ci auguriamo che si vada ad un vero congresso chiarificatore, prima si fa meglio è, per rilanciare un Pd meno coinvolto dagli umori dei salotti mondani e più attento alle istanze che arrivano dai luoghi di lavoro, dalla scuola, dall’università, dai circoli culturali, dalle sezioni, dalle case del popolo, dalle piazze.

Un Pd che sappia interpretare con indicazioni chiare e inequivocabili i bisogni degli italiani che ancora ci credono e dei tantissimi che hanno perso da anni la speranza.

DA BOLOGNA SI PUO' RICOMINCIARE
Per tutti quelli che guardano al Pd per imporre dalla periferia un immaginario di cambiamento. Per tutti quelli che guardano al prossimo sindaco di Bologna da una diversa angolazione:
Oggi più che mai Flavio Delbono sindaco!

martedì 17 febbraio 2009

Cappellacci, Cazzola e Guazzaloca


tre cognomi con un solo nome:
SILVIO


La vittoria di SILVIO Cappallacci in Sardegna pone una seria riflessione anche sulle prossime amministrative a Bologna.
la pretesa di "civicità" di Guazzaloca e Cazzola, la sbandierata distanza dai partiti di questi due candidati al "Premio Arcore" è un inganno, una grande menzogna, una spudorata presa in giro che appartiene più all’arte di recitare che a una seria competizione elettorale.

Alfredo Cazzola o Giorgio Gazzaloca? Intanto, aspettando Berlusconi, il centro destra di Bologna senza una dignitosa personalità, incapace di pensare con la propria testa, ha partorito un mostro a due teste: “Cazz@Loca”.
Il Cavaliere non ha ancora deciso chi sarà il cavallo elettorale da sellare, li farà correre entrambi e prima della data delle elezioni, dal sondaggio che si farà preparare, capirà a chi dare lo zuccherino.

Non è una metafora, l’ha detto lui che può anche candidare il suo cavallo, come fece Catilina, e la vittoria è assicurata se è lui a corrergli in groppa.

Gli elettori che credono alla “civicità” di “Cazz@Loca” e quegli elettori di sinistra delusi da Cofferati che decideranno per l’astensione dovrebbero riflettere su ciò che è successo in Sardegna.
Per Berlusca ogni test elettorale è “cosa sua”, i candidati devono recitare l’unico ruolo che sua maestà di Arcore sa concedere: il ruolo di comparse.
Uno come lui caratterizzato da un fanatico delirio di onnipotenza, non permetterà a nessuno, né tanto meno a Guazza e Cazzola di rubargli la scena all’Election Day del prossimo giugno.

Per Berlusconi, Bologna dopo la Sardegna, è solo una medaglia da appuntare sul suo doppiopetto, una medaglia al valore nella sua guerra strumentale al comunismo che non c'è e al centro sinistra che prova ad esserci e che sta dimostrando più serietà e più affidabilità del centro destra.
Per Berlusca sfondare a Bologna significa spianare una prateria dove può scorrazzare a piacimento, legittimato ancora di più a stravolgere a suo uso e consumo la Costituzione e accreditarsi definitivamente nella sua corsa verso il Quirinale.

La civicità di Cazz@Loca è un "buridone" che assomiglia più ad una pericolosa pagliacciata berlusconiana che a un serio progetto amministrativo per Bologna.

Cazzola e Guazzaloca hanno un'autorevolezza morale per rappresentare la nostra città?

Noi crediamo che con questi due candidati comparse ci troviamo di fronte ancora una volta ad un’anomalia tutta italiana che non ha riscontri in nessun altro paese al mondo.

sabato 14 febbraio 2009

Le "perle" di Guazzaloca

RICEVIAMO DA eugenio.casagrande@email.it ALCUNI INTERVENTI DI CITTADINI BOLOGNESI SU "La REPUBBLICA on line" CHE VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

iuppiter1 09 feb 2009
tra le cose fatte da guazzaloca occorre ricordare: l'incarico dato alla figlia per un progetto professionale da 100.000 euro circa. Le Gocce inaugurate 3 o 4 volte. La barriera eretta in Comune per non ricevere i cittadini. L'assenza costante ad Consigli comunali. l'appropriazione dello studio che fu di Dozza in perfetto stile narcisista e maniacale; la frequentazione del bar all'aperto in piazza maggiore per abbronzarsi invece di lavorare; la frequentazione della palestra President e dell'hotel Mare e Pineta a Milano Marittima invece di lavorare; ed ancora ieri la bugia in perfetto stile berlusconiano nell'affermare che il tracciato del civis non transitava da via S.Vitale e strada Maggiore quando i documenti dicono il contrario. Guazzaloca, inoltre non si è ancora dimesso da membro dell'antitrust ed sta ben seduto sulla sedia; Riguardo poi le 20.000 firme raccolte esse sono ovviamente tarroccate: io ho firmato 4 volte in tempi deversi. Il seguito alla prossima puntata.

elipsos il 09 febbraio 2009
Non capisco il tanto entusiasmo nei confronti di molti bolognesi nei confronti di Guazzaloca, si vede che Cofferati ha prodotto dei danni davvero seri se tanti nostri concittadini ora hanno una fiducia cieca in quello che è stato un Sindaco come tanti, espressione della mediocrità in cui è precipitata Bologna. E' stato il tanto osannato Guazzaloca a partorire l'odiato Civis (con passaggio in centro e penale da 20 milioni inclusi), le orrende Gocce, il metrò più inutile del mondo (chi avrebbe mai utilizzato un metrò Fiera-Staveco?), la privatizzazione della Sala Borsa (con spazi rimasti chiusi per 3 anni e affitti milionari non pagati dall'inquilino). Mi auguro che i bolognesi si ricordino di questi sperperi del pubblico denaro alle prossime elezioni: quando sento Guazzaloca che parla di "risparmio" ed "efficienza" e che poi è pronto a buttare 20 milioni di euro per non far passare un filobus per via San Vitale mi sento preso per un idiota.

iuppiter1 il 08 febbraio 2009
Tra le cose fatte da Guazzaloca ricordo: il Museo della Musica inaugurato tre volte ( ad avanzamento lavori) poi consegnato incompleto; la pulizia da parte di Hera di piazza Maggiore poi inaugurata; la posa della statua di S.Petronio poi inaugurata; la fontana di piazza Trento e Trieste sempre in manutenzione causa la precarietà del manufatto fatta in fretta per poterla inaugurare la fuga da Bologna dopo la sconfitta; la firma del contratto per il Civis (il 14/2/04 prima della cacciata) con transito da starda Maggiore e via S.Vitale: anche se smentisce ci sono gli atti che lo sbugiardano; l'occupazione da abusivo della sedia di membro dell'antitrust. Il seguito alla prossima.

iuppiter1 il 23 ottobre 2008
Leggo sulla stampa che il Guazza guadagna 300.000 (leggasi trecentomila) euro all'anno pensionabili: praticamente come 20 operai. Mi piacerebbe sapere quale contributo fornisce all'Italia questo signore per un compenso così indecentemente elevato. E' vero che, dopo la trombatura del 2004 e conseguente fuga da Bologna, il suo amico Pierferdi (il peggior presidente della camera che l'Italia abbia mai avuto) lo ha imposto, pur non avendo il Guazza nessun requisito come la legge richiede per un tale incarico, ma occorreva avere il senzo della decenza! Il pensare che un tal personaggio, che non mollerà l'osso del posto a Roma finchè non sarà maturato il diritto alla pensione per il milione e 500 mila euro (5 anni x 300.000), potrà essere l'amministratore di Bologna mi fa inorridire. Tra l'altro le proposte fantasiose sono la prova del vuoto che lo sorregge. In pratica anche il Guazza ha il suo ponte sullo stretto: trasferire il S.Orsola al Bellaria. Con la bacchetta magica del Berlusca!.

martedì 10 febbraio 2009

Cara Eluana

Ai tuoi genitori meravigliosi un abbraccio

sabato 7 febbraio 2009

Basta!

“Tirannide indistintamente appellar si debbe ogni qualunque governo in cui, chi è preposto all'esecuzione delle leggi può farle, distruggerle, interpretarle, impedirle, sospenderle o anche soltanto eluderle con sicurezza d'impunità. E quindi o questo infrangileggi sia ereditario o elettivo, usurpatore o legittimo, uomo buono o tristo, uno o molti, a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva che basti a ciò fare, è tiranno, ogni società che lo ammetta è tirannide, ogni popolo che lo sopporta è schiavo”.
Vittorio Alfieri

Ogni riferimento a fatti o persone della scena politica di questi giorni è assolutamente inevitabile

DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE DA QUESTO INDIVIDUO
FIRMA L'APPELLO

“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità…
La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”.
Norberto Bobbio

UN APPELLO ACCORATO AL CENTRO SINISTRA:
VALORIZZATE LO SPIRITO DELLA COOPERAZIONE
PIUTTOSTO CHE QUELLO DELLA COMPETIZIONE

giovedì 29 gennaio 2009

SindacoSaggio chiude il blog

La decisione di chiudere qui il nostro blog deriva da varie ragioni, la più importante che ci ha fatto ritenere che non vale più la pena continuare è quella di non permettere, a qualche lenza che conta, di inquinare il lavoro che nel nostro piccolo abbiamo svolto finora e di farci rimproverare di creare o alimentare, equivoci "ricattatori" sul così detto "voto utile".
Non ci hanno rimproverato invece quando apertamente di parte, senza troppe riserve, ci siamo schierati con loro sul metodo delle primarie.
Rileviamo una strana concezione della libertà di pensiero.
Chissà dove pensano di vivere...

Noi invece viviamo a Bologna tra gente normale, forse anche loro, ma noi non rappresentiamo nessun partito e nessuna associazione in gara per queste elezioni.
Siamo solo una piccolissima realtà di uomini e donne liberi/e di sinistra e viviamo con disagio come molti, oltre che i problemi della vita quotidiana, anche l'attuale situazione che caratterizza tutto lo schieramento che si propone come alternativa alle destre.
E a Bologna noi vogliamo rimanere con i piedi per terra e non con la testa fra le nuvole dell'avvenire ... del blog di Grillo, dei "valori" di Di Pietro e dei WCcivici.
Se costretti sotto tortura allora sceglieremmo senza riserve Bifo-Monteventi.

Nel post "Per gli “smemorati” del centro&sinistra" avevamo sviluppato una nostra riflessione su un dato concreto e incontestabile sul risultato elettorale del '99, quando molti elettori di sinistra hanno regalato la città a Guazzaloca e alle destre.
In quest’ultimo post, a quelle lenze che ci hanno rimproverato riconfermiamo quella riflessione, se poi qualcuno non è d’accordo, va bene lo stesso, la diversità è una ricchezza.
Usatela per non consegnare la città a Guazzaloca e a Berlusconi. Usatela per rivendicare dei contenuti seri da fare inserire nel programma di governo di Flavio Delbono. Punto.

Volgliamo invece chiudere il nostro blog con qualcosa di più serio che vada oltre il pollaio, un contributo di Gandhi sulla questione israeliano-palestinese.
Un dramma umanamente inconcepibile che purtroppo, dall'inizio del secolo scorso ad oggi, si sta consumando senza approdare a nessuna soluzione di pace che garantisca la vita degli innocenti di due popoli.

Quando abbiamo trovato questa riflessione di Gandhi, c'è venuto il dubbio che fosse ancora vivo e da qualche parte, in questi giorni, stesse guardando la televisione.

Il 26 gennaio 1938 Gandhi scrive :

"Ho ricevuto numerose lettere in cui mi si chiede di esprimere il mio parere sulla controversia tra arabi ed ebrei in Palestina e sulla persecuzione degli ebrei in Germania. Non e' senza esitazione che mi arrischio a dare un giudizio su problemi tanto spinosi.
Le mie simpatie vanno tutte agli ebrei. In Sud Africa sono stato in stretti rapporti con molti ebrei. Alcuni di questi sono divenuti miei intimi amici. Attraverso questi amici ho appreso molte cose sulla multisecolare persecuzione di cui gli ebrei sono stati oggetto.

[...]

Ma la simpatia che nutro per gli ebrei non mi chiude gli occhi alla giustizia. La rivendicazione degli ebrei di un territorio nazionale non mi pare giusta. A sostegno di tale rivendicazione viene invocata la Bibbia e la tenacia con cui gli ebrei hanno sempre agognato il ritorno in Palestina. Perche', come gli altri popoli della terra, gli ebrei non dovrebbero fare la loro patria del Paese dove sono nati e dove si guadagnano da vivere?

La Palestina appartiene agli arabi come l'Inghilterra appartiene agli inglesi e la Francia appartiene ai francesi. È ingiusto e disumano imporre agli arabi la presenza degli ebrei. Cio' che sta avvenendo oggi in Palestina non puo' esser giustificato da nessun principio morale. I mandati non hanno alcun valore, tranne quello conferito loro dall'ultima guerra. Sarebbe chiaramente un crimine contro l'umanita' costringere gli orgogliosi arabi a restituire in parte o interamente la Palestina agli ebrei come loro territorio nazionale. La cosa corretta e' di pretendere un trattamento giusto per gli ebrei, dovunque siano nati o si trovino. Gli ebrei nati in Francia sono francesi esattamente come sono francesi i cristiani nati in Francia. Se gli ebrei sostengono di non avere altra patria che la Palestina, sono disposti ad essere cacciati dalle altre parti del mondo in cui risiedono? Oppure vogliono una doppia patria in cui stabilirsi a loro piacimento?
[...]

Sono convinto che gli ebrei stanno agendo ingiustamente. La Palestina biblica non e' un'entita' geografica. Essa deve trovarsi nei loro cuori. Ma messo anche che essi considerino la terra di Palestina come loro patria, e' ingiusto entrare in essa facendosi scudo dei fucili . Un'azione religiosa non puo' essere compiuta con l'aiuto delle baionette e delle bombe (oltre tutto altrui). Gli ebrei possono stabilirsi in Palestina soltanto col consenso degli arabi.
[...]

Non intendo difendere gli eccessi commessi dagli arabi. Vorrei che essi avessero scelto il metodo della nonviolenza per resistere contro quella che giustamente considerano un'aggressione del loro Paese. Ma in base ai canoni universalmente accettati del giusto e dell'ingiusto, non puo' essere detto niente contro la resistenza degli arabi di fronte alle preponderanti forze avversarie."
M. K. Gandhi, Harijan, 26 gennaio 1938

(Più o meno lo stesso concetto che ha espresso Massimo D'Alema alcuni giorni fa)

Con questo ultimo post cogliamo l'occasione per salutare e ringraziare con affetto tutti quelli che ci hanno scritto dandoci consigli o opinioni diverse, a quelli invece che ci hanno regalato solo degli insulti, auguriamo una vita complicata all'insegna delle medicine... ricostituenti.

Buona vita a tutti, bianchi, rossi e verdi... Ai neri di cuore un pò meno.

Ps
Qui a seguire le letture che consigliamo per il semplice piacere di leggere e per resistere alla banalità del berlusconismo imperante e alla retorica dell'antipolitica.

Maurizio - "Noi saremo tutto" di Valerio Evangelisti e "La scomparsa di Ettore Majorana:Un affare di stato?" di Umberto Bartocci
Elena - "Sulla razza" Barak Obama e "Il sogno europeo" di Jeremy Rifkin
Domenico - "Flatlandia" di Edwin A. Abbott e "Il maestro e Margherita" di Michael Bulgakov
Massimo - "Ammazza un bastardo" di Colonel Durruti
Maria - "Il cacciatore di aquiloni" di Khaled Hosseini
Cinzia - "L'arte della gioia" di Goliarda Sapienza e "il vento contro" di Stefano Tassinari
Beppe - " Q " di Luther Blissett e "Una Fragola tra i ghiacci" di Galileo Ferraresi
Paolo - "Il coraggio del pettirosso" di Maurizio Maggiani
Raffaella - "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon e "E' quel che è" di Erich Fried
Eugenio - "Cretini al potere" di Diego Armario
Angelo - "Autobiografia di Miles Davis" con Quincy Troupe
Gabriele - "Viaggio al termine della notte" di Céline
Lucia - "L'eleganza del Riccio" di Muriel Barbery
Francesco - "Memorie dell'arte bimba" di Filippo Scòzzari
Nicola - "Eresia pura: il massacro dei catari" di Adriano Petta

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Il nostro è un blog assolutamente democratico, l'inserimento dei commenti non è soggetto ad una nostra preventiva visione o censura. Eliminiamo soltanto commenti che contengono offese gratuite e istigazioni alla violenza.

lunedì 26 gennaio 2009

Lettera aperta a Giorgio Guazzaloca

Una premessa: è meglio parlarsi chiaro, senza fraintendimenti, perchè anche chi legge ci guadagna. E può apprezzare la mancanza d’ipocrisie e di retorica buonista.
Ci rendiamo perfettamente conto che a volte l'eccesso di sincerità condita con ironia può essere confusa con la maleducazione, ma non è nelle nostre intenzioni.
Per quanto ci riguarda, siamo anche disposti a rimettere in discussione opinioni che non rispondono alla realtà, a condizione che le prove siano inconfutabili con i fatti e non con la retorica delle chiacchiere.

CONTINUA LA FARSA DEL CENTRO DESTRA

Giorgio Gazzaloca e/o Alfredo Cazzola: Berlusconi non ha ancora deciso chi sarà il cavallo elettorale da sellare. Molto probabilmente li farà correre entrambi e chi vincerà i preliminari, avrà lo zuccherino.

Si dice che gallina vecchia fa buon brodo, non sappiamo se vale lo stesso anche con la papera, certamente Guazzaloca è la "carnazza" adatta per il brodo che Casini sta offrendo a Berlusconi, e sancire l'alleanza che il coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini sta costruendo a Bologna tra l'Udc e Forza Italia.

La "civicità" di Guazzaloca (che brutto termine civicità in bocca ai politici di professione) che sbandiera Casini, non è altro che un pretesto subdolo e ingannevole per illudere i cittadini bolognesi a schierarsi con il "civico" Guazza.
Daltronde è noto a tutti che l'Udc e il Pdl hanno già fatto un accordo alle amministrative in Sardegna. Più o meno sarà lo stesso accordo che faranno alle regionali per contrastare Renato Soru, una persona perbene e competente come il candidato sindaco a Bologna Flavio Delbono.
Anche in Sardegna il Berlusca ha provveduto a sellare un brocco elettorale non sgradito all'Udc, tanto ci penserà poi lui a manipolare la realtà e i cervelli all'ammasso per incassare voti utili e più pelo per tutti.
Questo è il copione in Sardegna, lo stesso copione che il centro destra sta usando per le amministrative a Bologna. Le scuderie sono l'Udc, Alleanza Nazionale, Forza Italia e alla fine anche la Lega, e i cavalli si chiamano Alfredo e Giorgio.
Pertanto a Bologna Guazzaloca è a tutti gli effetti un cavallo da riciclare, un candidato "civetta" del centro destra + Udc, ma continua ancora ad avere "il coraggio" di dichiararsi "civico" e "indipendente" dai partiti che ha a cuore i problemi di noi cittadini.

O Guazza? Pensi ancora che i bolognesi stiano aspettando babbo natale o la befana o l'uomo della provvidenza?
Se tu avessi avuto a cuore i problemi della nostra città, avresti fatto con dignità e serietà il TUO dovere: il TUO dovere era di assumerti la responsabilità di fare in questi anni il capo dell'opposizione del TUO partito a Palazzo D'Accursio!
Avresti dovuto essere presente a tutti i consigli comunali e contrastare TU personalmente le politiche di Cofferati che non condividevi. Invece TU non l'hai fatto, te ne sei semplicemente disinteressato.

Hai preferito l'Antitrust. E questa è una realtà che non puoi contestare o negare.
E' chiar stu fatt?

L'opposizione l'hai invece delegata ai tuoi "collaboratori" e hai pensato, con furbizia, che era meglio farti i c.... tuoi altrove.
Un politico onesto e responsabile sa benissimo che anche dall'opposizione si possono determinare e creare occasioni di miglioramenti per la comunità. C'è una dignità nel fare opposizione che abbiamo visto non ti appartiene.

Il TUO interesse personale invece ha prevalso sull'assunzione di responsabilità verso i tuoi elettori e verso la città.
Hai ritenuto forse che per il tuo livello culturale e politico non era troppo gratificante stare lì a perdere del tempo in consiglio comunale?

Caro Giorgio, ci perdonerai se citiamo Mao, un personaggio storico discusso e non troppo presentabile, un personaggio che non gode tra l'altro delle nostre simpatie, ma lo citiamo per una sua massima che fotografa in maniera inequivocabile la TUA inaffidabilità: "non sono i buoi che fanno avanzare il carro, ma è il vuoto che si lascia davanti ai buoi".

Se non l'hai capito, ci permettiamo di spiegartelo più nel dettaglio: oggi TU sei l'ultima persona in questa competizione elettorale che può permettersi il lusso di criticare l'operato dell'amministrazione uscente e prospettare un cambiamento, perché il vuoto che - consapevolmente, colpevolmente - TU hai lasciato, per andare a incassare il TUO caro stipendio all'Antitrust, Cofferati l'ha legittimamente riempito con le sue politiche, molte delle quali neanche noi abbiamo apprezzato e condiviso, e quando abbiamo potuto, nel nostro piccolo abbiamo civilmente e democraticamente contestato, com’è nel nostro diritto e dovere di cittadini, educatamente civici, politicamente indipendenti; e non indifferenti come te verso la cosa pubblica.

Antonio Gramsci, che a differenza di Mao noi con orgoglio rispettiamo, ebbe a dire che "L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza è il peso morto della storia".

Caro Giorgio, la TUA storia politica e la TUA credibilità sono finite quando hai abbandonato il TUO posto a Palazzo D'Accursio e hai scelto la TUA convenienza personale all'Antitrust.
Quindi caro Giorgio Guazzaloca, abbi l'onestà di dichiararti per ciò che realmente rappresenti in questa campagna elettorale: un cavallo di Troia elettorale riciclato del centro destra per continuare a soddisfare la TUA personale - legittima - esigenza di protagonismo senile.
Tutto il resto è noia… e papere.

Ciao Giorgio. Saluti e serenità.

SindacoSaggio

Ps
Caro Giorgio, non è che la tua "civicità" è solo un escamotage per non sottoporti alla pratica delle primarie? Noi qui lo dichiariamo e qui lo promettiamo: se con Cazzola deciderete di fare anche voi le primarie, noi faremo gli infiltrati e sceglieremo Alfredo. Almeno lui ha il coraggio di mettersi nudo nei prossimi giorni su uno sgabello in piazza Maggiore davanti ai bolognesi per spiegare le sue ragioni. Non sarà un bello spettacolo ma è già qualcosa.
L'ha promesso a Repubblica, testimone Michele Smargiassi.

Senza parole


sabato 24 gennaio 2009

Lettera aperta a Alfredo Cazzola


SindacoSaggio - sezione Bologna football club fans forever

Continua la farsa del centro destra. Cazzola furioso scalpita in panchina e Guazzaloca sornione si riscalda a bordo campo.

Alfredo Cazzola è ancora lì con la cazzuola in mano, dietro la porta dell'ufficio del suo imprenditore e capocantiere Berlusconi.
Il simpatico Alfredo non può iniziare i lavori perchè il suo datore di lavoro ha altri cazzi per la testa. Dispiace vedere un imprenditore bolognese intraprendente come Alfredo che scalpita per cominciare a costruire a Silvio la stanza del sindaco "della libertà" a Palazzo D'Accursio, ma si deve invece rassegnare ai tempi e alle convenienze del suo superiore.

Oramai è evidente che il candidato sindaco del centro destra lo sceglierà sua santità Silvio Al BerlusCafone. Nel centro destra di Bologna non si muoverà foglia che lui non voglia.
Deciderà lui quando e chi dovrà essere il clone dell'unto del signore per la "sua" Bologna.
E se deciderà che dovrà essere Alfredo, Alfredo sarà!
E Alfredo dovrà rispondere: obbedisco!

Alfredo, ma l'Alitalia non ti ha insegnato niente?

Caro Alfredo, siamo sicuri che con il temperamento che hai, non stai digerendo molto bene la situazione che si è venuta a creare. Sottostare ai tira e molla di Silvio e dei vari camerieri e caporali del centro destra ti sta facendo girare certamente le palline.
Immaginiamo cosa starai pensando: "Ma come è possibile, alcuni esponenti della cooperazione mi hanno già fatto i complimenti e questo presuntuoso non mi caga? Merda secca, in che casino mi sono cacciato. Ma chi me l'ha fatto fare?Non potevo farmi i cazzi miei invece di stare ad ascoltare questi sfigati di politici del centro destra?"

Ci dispiace per te Alfredo, ma ti stanno facendo fare una brutta figura che non ti meriti, ti stanno trattando veramente male, ma purtroppo per te, te la sei cercata perchè hai avuto paura di non farcela da solo.
Non è che forse hai avuto paura anche di Guazzaloca? Un'altro gran giocatore di convenienze personali. Forse si.
Perciò vi siete incontrati privatamente per trattare la non belliggeranza? Questo è sicuro.
Avete parlato di ideali? Di prospettive culturali? Avete parlato di noi che guardiamo al futuro con preoccupazione?

Ma poi ci viene spontanea un'altra domanda: Alfredo, ma te l'ha ordinato il medico di presentarti come candidato?
Ma cosa ti sei messo in testa che basta avere due soldi per togliersi lo sfizio di fare il sindaco?Alfredo, il mondo sta cambiando, il mondo di Berlusconi è finito, se vuoi essere al passo con i tempi, ti devi confrontare con il nuovo dell'Obama che avanza.

Noi di SindacoSaggio che guardiamo esclusivamente al bene della nostra città, ci sentiamo in dovere di stimolarti e di farti risvegliare dalla fattanza che arriva da Arcore: Alfredo! Ma che cazzo! Un pò di dignità! Sveglia! Drizza la schiena! facci sognare! Mandali tutti a cagare! Abbi il coraggio di urlare che non hai bisogno dei loro consensi e che non svendi Bologna, la tua e la nostra città, agli interessi di Berlusconi.

Dai che lo sappiamo bene cosa gli interessa a Berlusca, e lo sai bene anche tu.
Per il cavaliere, Bologna è solo una medaglia da appuntare sul suo doppiopetto, una medaglia al valore nella sua guerra strumentale al comunismo che non c'è e al centro sinistra che prova ad esserci e che sta dimostrando più serietà e più affidabilità del centro destra.

Dispiace dirlo, ma sei finito dentro un "buridone" che assomiglia più alla solita pagliacciata berlusconiana che a un serio progetto politico.

Alfredo, ti sei fatto da solo o no? E allora perchè aspetti di essere battezzato da un padrino che pensa solo alle sue convenienze personali e non glie ne frega niente di te, del futuro di Bologna e dei suoi cittadini?
Per lui tu sei solo il suo giocattolino politico attraverso il quale si potrà sentire a casa quando verrà in campagna elettorale nella nostra città.
Sarà lui il padrone della squadra a Bologna e tu l'accompagnatore atletico.
In Piazza Maggiore sarà lui il grande protagonista e tu sarai il palo. Buffa la vita!

Caro Alfredo, ma l'Alitalia non ti ha insegnato niente?
Non l'hai ancora capito che l'Alitalia l'ha usata solo per i suoi interessi elettorali?
Oramai è evidente, l'hanno capita tutti come è andata. O pensi che Silvio sia da ammirare per aver saputo prendere per il culo un'intera nazione?
I suoi interessi li ha fatti pagare agli italiani. La stessa cosa che farà con te a Bologna. I suoi interessi li farà pagare a noi bolognesi. Ti userà e ti spremerà finchè gli servirai.
Poi quello che succederà saranno cazzi nostri, tanto lui sarà altrove.
Avrà un'altro Kakà o Rete 4 o un altro suo processo a cui pensare o un altro nemico da inventare.
Rifletti finchè sei in tempo. Non sputtanarti così! Non buttare nella spazzatura di Silvio la tua carriera di una vita e la nostra città.

Mister Datalogic, che è più giovane di te, è stato più serio. Ha rifiutato di farsi mettere il cappello in testa e il pannolone sul sedere.
Non capiamo perchè tu, che dovresti essere più saggio e più scafato, sei lì che lo aspetti con il borotalco in mano.

Alfredo, per cortesia rifletti, applicati e fai sapone!

Facci sapere, e scusaci se il sarcasmo che abbiamo usato può averti urtato, ma abbiamo scritto semplicemente ciò che pensiamo.
Ciao Alfredo, ancora con simpatia ma molto delusi e incazzati ti salutiamo.
Grazie.

SindacoSaggio - sezione Bologna football club fans forever

giovedì 22 gennaio 2009

Perdindirindina! O perbacco!

Abbiamo ricevuto una mail da un visitatore alquanto prevenuto e arrabbiato che ci ha definiti comunisti. Perdindirindina! O perbacco!
Ancora con questa paranoia dei comunisti... linotipisti, sadomasochisti, feticisti, golfisti, camionisti, etc etc bla bla...

Comprendiamo benissimo che non è facile disintossicarsi dalle manipolazioni commerciali del predicatore televisivo... imprenditore, operaio, unto del signore, tessera P2 n. non ci ricordiamo, cavaliere della (sua) libertà senza macchia e senza pudore, datore di lavoro di stallieri mafiosi, protagonista...non abbronzato, corruttore, prescritto, patteggiatore, etc etc...

Comunque la mail del visitatore in questione ci ha fatto sorridere. e di questo lo rin-graziamo.
Se ha ancora qualcosa da comunicare, chiediamo la cortesia di inserirlo direttamente nello spazio dedicato ai commenti, in modo che anche altri possano condividere o contestare la sua opinione.
Come si può notare il nostro è un blog assolutamente democratico, l'inserimento dei commenti non è soggetto ad una nostra preventiva visione o censura.
Eliminiamo soltanto commenti che contengono offese gratuite e istigazioni alla violenza.

Al di là del sarcasmo o delle definizioni un pò crude che a volte usiamo verso i candidati (l'abbiamo fatto anche verso i candidati alle primarie del pd), ci scusiamo con chi non tollera il nostro stile, ma abbiamo ben presente la differenza che c'è tra nemico e avversario, e sinceramente li possiamo rassicurare che i candidati che non riscuotono le nostre simpatie per noi sono solo avversari da battere democraticamente, e non nemici da abbattere...

A quell'altro invece che ci ha fatto notare che se Giovanni Consorte non è un truffatore anche Previti non lo è, scusate l'espressione, ma lo mandiamo semplicemente a cagare.

Grazie.
Cordiali saluti e serenità!

PS
NEI COMMENTI LA NOSTRA RISPOSTA ALLA SECONDA MAIL DI COBELLINI

mercoledì 21 gennaio 2009

Per non ricadere nell’errore del ’99


Bologna: elezioni amministrative 2009.

Una riflessione di Sindaco Saggio per gli “smemorati” del centro&sinistra, quando per calcoli infantili, personalismi, stupidità e litigiosità hanno consegnato la città a Guazzaloca e alle destre...

Flavio Delbono è una persona perbene, competente e non uno sborone.
Tre qualità che riteniamo indispensabili per onorare un impegno importante come quello di amministrare la nostra città.
Quì tra di noi c'è chi non ha ancora digerito la privatizzazione delle Farmacie Comunali, ma tutto sommato, nel panorama che si comincia a intravvedere in vista delle elezioni amministrative, Flavio Delbono ci appare il candidato sindaco che più di tutti ha i numeri per farcela.
Se riuscirà a vincere, vogliamo sperare che "più pubblico meno privato", rispetto dell'ambiente e utilizzo di energia da fonti rinnovabili saranno una costante importante durante tutto il suo mandato. Buon vento e in culo alla balena... e alle destre!

Il prof Pasquino è un'altra persona competente e perbene che ci piacerebbe avere come sindaco, ma realisticamente bisogna ammettere che farà fatica a raccogliere i consensi che servono per vincere. Ci siamo battuti per lui affinchè potesse determinare una svolta alle primarie, chiedevamo assieme a lui primarie aperte, di coalizione.
Ma è andata come è andata. Peccato, poteva essere un'occasione preziosa per cominciare a sperimentare un laboratorio politico per vincere, invece che ricominciare a preoccuparci del pericolo reale del ritorno delle destre.
Ci auguriamo invece che riesca a intercettare l'interesse e le simpatie di tutti quegli elettori di sinistra che, illudendosi, hanno dato credito a Di Pietro: un asino e arrampicatore sociale, come lo definiva il mai compianto abbastanza Luigi Pintor.

Anche Bifo - Monteventi raccolgono qualche simpatia dalle nostre parti, e anche per loro vale la riflessione che abbiamo fatto per il prof Pasquino a proposito della fiducia che elettori di sinistra hanno dato a Di Pietro.
Bifo invece non ci dispiacerebbe vederlo al Parlamento Europeo, perchè è una persona che stimiamo, un intellettuale e scrittore appezzato in Italia, in molti paesi europei, al di là dell'oceano e parla anche correttamente molte lingue. A nostro parere è un uomo di cultura appassionato in grado di rappresentare con competenza, innovazione e coraggio Bologna e l’Italia, sputtanata dai tanti ignoranti che questa destra e la Lega hanno parcheggiato senza pudore al Parlamento Europeo.
Ps: L’idea di “spedire” Bifo a Bruxelles ci piace molto… anche perché è una buona occasione per levarcelo fuori dai maroni qui a Bologna ;-)

Guazzaloca non lo prendiamo affatto in considerazione, ha già dato... a se stesso e non alla città. Se avesse avuto a cuore il bene di Bologna, in questi anni avrebbe fatto l'opposizione in Comune e non pensare ai cazzi suoi.
E' un commerciante che ha fatto male i suoi conti. Il registratore di cassa non risponde più.
Molto probabilmente venderà la bottega a Cazzola al secondo turno, dopo che avrà preso per il culo i bolognesi con la sua sbandierata "indipendenza" dai partiti e la sua indecifrabile "bolognesità".

Cazzola invece ci ha delusi.
Ma come, un imprenditore intraprendete e determinato che si è sempre dichiarato indipendente, oggi è lì con il cappello in mano che apetta dietro la porta di Berlusconi la benedizione ufficiale? Mister Datalogic è stato più serio.
Cazzola comunque non è da sottovalutare affatto, chi lo fa commette un errore di superficialità che oggi, con questo clima politico non ci possiamo permettere.

Tra le personalità che contano e che si muovono apparentemente in secondo piano, vogliamo spendere due parole per Giovanni Consorte.
Molti tra di noi non pensano che Consorte sia il truffatore che alcuni hanno voluto far credere. Crediamo invece che Consorte sia stato, e ci perdonerete se usiamo una definizione impegnativa, un "perseguitato politico".
Vederlo nella cordata di Cazzola l'unica cosa che ci viene da dire è "la gatta frettolosa partorisce gattini ciechi"".

Comunque, le manovre iniziano adesso e i giochi non sono ancora chiari, aspettiamo con molto interesse di sapere quali saranno le persone che formeranno le squadre dei candidati per avere un'idea più completa e definitiva.

Ovviamente oggi seguiamo con un interesse particolare gli uomini e le donne che scieglierà Flavio Delbono e ci auguriamo che il criterio sia dettato dalla competenza e la passione piuttosto che dall'immagine e la mondanità.

Ps
Bologna 28 gennaio 2009

Riceviamo questa mail dell'associazione Cittadini per Bologna
che volentieri pubblichiamo.

Caro Sindaco Saggio, ti scrivo...
...per chiederti, a nome dell'associazione Cittadini per Bologna, se puoi cortesemente pubblicare nel tuo blog questa nostra replica al tuo intervento del 21 gennaio scorso (intitolato: "Per non ricadere nell'errore del '99").
Grazie.
A presto.
Riccardo Lenzi


LA MAIL CONTINUA NELLA SEZIONE COMMENTI

giovedì 11 dicembre 2008

"è un arruffapopolo egoista"


Berlusconi bocciato dalla stampa Ue, "è un arruffapopolo egoista". Il quotidiano francese "La Tribune" ha affidato a una giuria di 12 giornalisti europei di 9 diversi Paesi la scelta del "miglior dirigente Ue". Il premier italiano si è classificato ultimo, surclassando in peggio tutti gli altri capi di Stato dei 27 paesi dell'Unione: lo supera anche il premier ceco Mirek Topolanek. Sarkozy al primo posto, a seguire Gordon Brown e Angela Merkel. (articolo tratto dall'Unità)


Video Tv svedese : un vero imbroglione "liberale"


Video Tv pubblica USA : un mostro di conflitti di interessi
2° parte La Realtà Berlusconi - censurato in Italia

Noi lo diciamo da sempre ma c'è purtroppo ancora troppa gente che non riesce a guardare oltre il salotto televisivo di Porta a porta. Questo inqualificabile arruffapopolo egoista oggi si può permettere di fare e di raccontare ciò vuole senza pudore.
Può decidere anche chi dovrà essere il suo candidato sindaco telecomandato nella nostra città. Farà il suo bel sondaggino e deciderà. An e Lega (i suoi alleati straccioni come lui li definisce in questa telefonata intercettata) dovranno ovviamente rispondere Obbediamo!

Guazzaloca, da commerciante navigato valuterà l'offerta.


E intanto a Bologna per le primarie del Pd uno dei candidati parla addirittura di "questione morale"... Tafazi al confronto era un dilettante.


mercoledì 3 dicembre 2008

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

Un saggio detto popolare recita: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.

A proposito della Lega nord che contribuisce a scegliere il candidato sindaco di Bologna e della sotto cultura razzista che questa destra scorreggia senza ritegno nel nostro Paese, pubblichiamo una celebre parodia che Ralph Linton era solito proporre ai suoi studenti nella prima lezione di antropologia culturale.
E’ evidente che sostituendo “americano medio” con italiano medio la sostanza del ragionamento non cambia:

Il cittadino americano medio (italiano medio) si sveglia in un letto costruito secondo un modello che ebbe origine nel vicino Oriente. Egli scosta le lenzuola e le coperte che possono essere di cotone, pianta originaria dell’India; o di lino, pianta originaria del vicino Oriente; o di lana di pecora, animale originariamente domesticato nel vicino Oriente; o di seta, il cui uso fu scoperto in Cina.
Tutti questi materiali sono stati filati e tessuti secondo procedimenti inventati nel vicino Oriente. Si infila i mocassini inventati dagli indiani delle contrade boscose dell’est, e va nel bagno, i cui accessori sono un misto di invenzioni europee e americane, entrambe in data recente. Si leva il pigiama, indumento inventato in India, e si lava con il sapone, inventato dalle antiche popolazioni galliche. Poi si fa la barba, rito masochistico che sembra derivato dai sumeri o dagli antichi egiziani.

Tornato in camera da letto, prende i suoi vestiti da una sedia il cui modello è stato elaborato nell’Europa meridionale e si veste, indossa indumenti la cui forma derivò in origine dai vestiti di pelle dei nomadi delle steppe dell’Asia, si infila le scarpe fatte di pelle tinta secondo un procedimento inventato nell’antico Egitto, tagliate secondo un modello derivato dalle civiltà classiche del mediterraneo, si mette intorno al collo una striscia dai colori brillanti che è un vestigio sopravvissuto degli scialli che tenevano sulle spalle i croati del diciassettesimo secolo.

Andando a fare colazione si ferma a comprare un giornale, pagando con delle monete che sono un’antica invenzione della Lidia. Al ristorante viene a contatto con tutta una nuova serie di terraglia inventato in Cina; il suo coltello è di acciaio, lega fatta per la prima volta nell’India del sud, la forchetta ha origini medievali italiane, il cucchiaio è un derivato dell’originale romano. Prende il caffè, pianta abissina, con panna e zucchero. Sia l’idea di allevare mucche che quella di mungerle ha avuto origine nel vicino Oriente, mentre lo zucchero fu estratto in India per la prima volta.

Dopo la frutta e il caffè, mangerà le cialde, dolci fatti secondo una tecnica scandinava, con il frumento, originario dell’Asia minore. Quando il nostro amico ha finito di mangiare, si appoggia alla spalliera della sedia e fuma, secondo un’abitudine degli indiani d’America, consumando la pianta addomesticata in Brasile o fumando la pipa, derivata dagli indiani della Virginia o la sigaretta, derivata dal Messico.
Può anche fumare un sigaro, trasmessoci dalle Antille, attraverso la Spagna. Mentre fuma legge le notizie del giorno, stampate in un carattere inventato dagli antichi semiti, su di un materiale inventato in Cina e secondo un procedimento inventato in Germania.
Mentre legge i resoconti dei problemi che si agitano all’estero, se è un buon cittadino conservatore, con un linguaggio indo-europeo, ringrazierà una divinità ebraica di averlo fatto al cento per cento americano (italiano).

Ralph Linton Lo studio dell’uomo, il Mulino, Bologna 1973

Ps
Un altro libro interessante che consigliamo è Eccessi di culture di Marco Aime, Einaudi 2004

mercoledì 19 novembre 2008

lunedì 17 novembre 2008

SECONDA LETTERA APERTA AL SEGRETARIO CITTADINO DEL PD ANDREA DE MARIA

e p.c. ai compagni, ai simpatizzanti, agli scritti del PD e al coordinatore della segreteria Donini.

Da un articolo di Repubblica cronaca di Bologna, domenica 16 novembre 2008
Primarie, il Pd gela Pasquino
- Donini: “Le regole le conosceva… Pasquino si è mosso tardi. Ma non essendo uno sprovveduto, avrà fatto i suoi conti… Le regole sono importanti, ma non è opportuno rimetterle in discussione, anche perché altrimenti si penserebbe che il vertice del Pd sceglie i candidati”

Caro segretario, è vero che le regole sono importanti ma, per essere coerenti con il carattere libero, aperto e democratico di questo processo (come è scritto sui volantini del Pd per le primarie) queste regole bisognerebbe rimetterle in discussione per permettere anche ad un indipendente che appartiene alla nostra storia come il prof. Gianfranco Pasquino di partecipare alle primarie, altrimenti si da la certezza che i vertici abbiano già scelto da tempo i 4 candidati targati Pd.

Quanta burocrazia “aziendale” traspare invece in questo disumanizzante regolamento che sa di vecchio, scollegato dalla realtà e soprattutto dalla identità e dalla dignità delle persone.

Anche se non siamo iscritti, alle ultime elezioni abbiamo dato fiducia al Pd, abbiamo perso insieme a voi ma siamo ancora qui, e che cosa ci state dando? Quale strumento di partecipazione abbiamo a disposizione per crescere assieme? La tessera magica?

Non meniamocela, queste primarie sono nate male e stanno prendendo una brutta piega già da quando Cofferati aveva dichiarato l’intenzione di ripresentarsi.

Augusto Barbera: “Sono norme arcaiche”

Pasquino: “Impedire ai non iscritti di firmare e consentirgli di candidarsi e votare è una assurdità”

Donata Lenzi: “Ci sarà gente che vota alle primarie sia a Bologna che a Firenze. Una scelta ridicola”

Paradossalmente, con questo regolamento, anche una dell’Opus Dei iscritta al PD può teoricamente-tecnicamente decidere se Gianfranco Pasquino, con la sua storia al servizio della sinistra per tanti anni, dal 1983 nel PCI, poi nel PDS fino al 2007, può o non può candidarsi alle primarie.

Caro segretario scusaci ma, ogni commento risulta superfluo e ci asteniamo a sviluppare ulteriormente il ragionamento perché ci porterebbe a definire con aggettivi poco gradevoli chi ha redatto questo regolamento.
Ci sembra impossibile credere che non vi sfiori il dubbio che queste primarie, regolamentate in questo modo, danneggiano non solo il centrosinistra ma anche i quattro candidati del PD, perché li fa apparire al resto della città come i quattro signorotti prescelti, arroccati e blindati nel castello del re.

A nostro parere comunque li state già penalizzando.

Se a questa percezione sommiamo lo sfarinamento della giunta di Palazzo d’Accursio che rischia di pesare come un macigno sul futuro del centro sinistra, se è vero quello che pensa il massmediologo Roberto Grandi, vale a dire che “gli ultimi mesi di mandato sono quelli che gli elettori ricordano”, allora la probabilità di andare incontro ad una sconfitta e consegnare la città alle destre diventa un’amara realtà.

Caro Andrea, ci rifiutiamo di credere che tra di voi non ci sia chi, con franchezza, con saggezza, riconduca ad una visione più umana e solidale un percorso che porti a Primarie Democratiche veramente del centrosinistra.

Ancora fiduciosi di partecipare alla scelta del prossimo sindaco di centrosinistra per Bologna

Cordiali saluti
Sindaco Saggio
Maurizio, Elena, Domenico, Massimo, Maria, Cinzia, Beppe, Paolo, Raffaella, Eugenio, Angelo, Gabriele.

sabato 15 novembre 2008

Lettera aperta ai compagni e agli iscritti del PD

Bologna 14 novembre 2008

e p.c. al segretario cittadino del PD Andrea De Maria

Uno di noi qui di Sindaco saggio è un affezionato frequentatore di Case del Popolo della Romagna, non solo per i pranzi e le cene dei “vecchi” compagni che sono sempre eventi culinari da non perdere, ma soprattutto perché c’è un filo che non si spezzerà mai con questa nostra gente, che merita affetto e tanto rispetto anche da parte di chi proviene da una tradizione democratica non di sinistra; perché le passioni che hanno attraversato l’esistenza delle Case del Popolo hanno contribuito a scrivere la Storia Democratica e Antifascista di questo nostro Paese.
Un Paese migliore di chi oggi lo rappresenta ai vertici, come dice giustamente Veltroni, e che senza pudore sta distruggendo e sputtanando un patrimonio di dignità e di civiltà che questa nostra gente ha contribuito a costruire per tutti noi.

Prima delle elezioni di aprile, conversando con Manì, il compagno più anziano e la memoria storica ancora vivace della Casa del Popolo di Pieve Cesato del Comune di Faenza, la discussione affrontava, come in un noto film di Nanni Moretti, l’importanza e il significato profondo delle parole, e affettuosamente provocando, la domanda posta a Manì è stata:
“Manì, questa è una vera Casa del Popolo?”
“Ma che domande? Certamente!” risponde con orgoglio Manì.
“Allora qui c’è La Libertà?”
“Certamente!” risponde ancora con più orgoglio Manì.
“Allora questa è La Casa del Popolo della Libertà?”
Manì ha avuto un attimo di smarrimento.
“ Caro Manì, sappiamo bene che la Casa del popolo della libertà di Berlusconi è una vuota invenzione di plastica, però quel fetente ci ha rubato anche le parole.”

Negli occhi buoni di Manì si poteva leggere all’improvviso lo stupore e l’incazzatura, però dopo un attimo ha abbozzato un sorriso imbarazzato e affettuoso e … bonariamente ci ha mandato a quel paese.

Questo piccolo frammento di vita vissuta, racchiuso nel sorriso imbarazzato e affettuoso del caro Manì, racconta soprattutto a noi che scriviamo qualcosa che va oltre il disagio, lo stupore, l’impotenza, il dolore, l’incazzatura e l’orgoglio: racconta che spesso, anche se condividiamo molte delle speranze che hanno caratterizzato il lungo cammino della sinistra e che ancora oggi riescono a caratterizzare l’identità del neonato Partito Democratico, non riusciamo più a capire e a capirvi molto bene.

Come direbbe Crozza “ci sfuggono le relazioni” … tra il Loft e la Casa del popolo… della libertà, tra le Primarie private del partito più grande del centro-sinistra e le Primarie democratiche del centrosinistra.
Siamo reduci da una bastonata elettorale che ancora brucia feroce e ci rompe i coglioni oltre misura, e non ci convincono ancora tutte le argomentazioni per spiegare ancora oggi la scelta di continuare a correre da soli. Per il bene del centrosinistra non si dovrebbe cercare di valorizzare più le cose che ci uniscono piuttosto quelle che ci dividono?

Noi crediamo che le primarie siano un’occasione straordinaria per valorizzare ciò che ci unisce, e crediamo anche che gli iscritti del PD, ai quali viene dato il diritto di veto sui candidati, dovrebbero vivere questa “competizione” senza confinarsi in casa, aperta-mente.
Qualcuno, non ricordiamo chi, ha detto più o meno: “Anche se non condivido niente di ciò affermi, darò la mia vita affinché tu la possa esprimere”

Quando una persona come Gianfranco Pasquino manifesta la propria disponibilità a confrontarsi, gli iscritti al PD dovrebbero vivere con orgoglio e soddisfazione questa disponibilità e FIRMARE ANCHE PER LUI, anche se non condividono il suo punto di vista.

Un termine che Obama ha usato nella sua lunga corsa alle primarie del Partito Democratico in più di un’occasione e che ci ha colpito è stato GENTILEZZA.
Ecco, usiamola questa gentilezza anche per le primarie a Bologna, che non sia però un’elemosina. Ci piacerebbe molto un PD gentile verso tutte quelle altre risorse del centro-sinistra della nostra città.

Per usare un altro paradigma, in Abruzzo quando si raccolgono le olive, a chi con scientifica pignoleria si attarda troppo sull’albero affinché non resti neanche un’oliva, perdendo di vista il lavoro nel suo insieme, gli si dice: “non essere così spietato, lasciane qualcuna anche per gli uccellini”.

NON E’ GENTILE LASCIARE IL PROF. GIANFRANCO PASQUINO FUORI DALLA PORTA

Se qualche fenomeno della politica penserà di noi che siamo infantili, non ci creerà problemi di sonno o di appetito perché la gentilezza è merce rara di questi tempi. Solo chi non ha un conflitto di interessi con la propria coscienza la sa apprezzare.

Aprite quella porta, aprite la mente, il tempo stringe
FIRMATE PER PERMETTERE A GIANFRANCO PASQUINO DI PARTECIPARE ALLE PRIMARIE !!!

Grazie

Un caro saluto
Sindaco Saggio

venerdì 14 novembre 2008

Lettera aperta al segretario cittadino del PD di Bologna Andrea De Maria


Caro Andrea,
è la prima volta che ci rivolgiamo direttamente ad un dirigente politico, non perché il positivo riscontro di Sindaco Saggio ci ha dato alla testa, semplicemente perché ci stiamo sempre più appassionando alla pratica delle primarie.
Un momento importante che sentiamo anche nostro e vogliamo dire la nostra.

Proviamo a riflettere su una considerazione: il consenso che il PD raccoglie dai cittadini non iscritti è di gran lunga superiore al numero dei suoi iscritti. Per votare i candidati del PD i non iscritti non devono chiedere, ovviamente, il consenso agli iscritti.Se però chi, pur votando PD non è iscritto al partito e volesse candidarsi alle primarie non può farlo senza il consenso degli iscritti. Ci sfugge qualche relazione …

E’ evidente che non è molto gratificante essere relegati a questo ruolo di portatori d’acqua, quasi fossimo una versione italiana di docili sherpa nepalesi.

Noi di Sindaco Saggio
veniamo tutti da una tradizione di sinistra, con le nostre famiglie che hanno sempre riaffermato puntualmente il proprio consenso, anche quando facevano fatica a capire tutte le fasi di trasformazione che hanno portato il P.C.I. all’attuale, speriamo definitiva, casa comune del Partito Democratico, abbiamo un sogno:
Siamo tutti nella stessa barca, stiamo navigando verso l’obbiettivo di costruire una forte identità progressista per proporci come l’alternativa seria e competente a governare il Paese e il Comune di Bologna, e nel nostro sogno la nostra barca naviga armoniosa, elegante e veloce con tutte le vele disponibili – tutte le identità del centro sinistra – candidati in grado di rappresentare idee e programmi utili ad una rinascita della nostra città, dopo l’esperienza, a nostro avviso, non troppo entusiasmante di Cofferati.
Candidati che, come abbiamo avuto modo di scrivere nei tre contributi sul nostro blog, possono intercettare anche il consenso di altre realtà della città che farebbero fatica a votare un candidato troppo di partito; candidati che riescano a ricompattare tutti quelli che vivono con disgusto questa pericolosa deriva aziendale, reazionaria e razzista che sta caratterizzando purtroppo il nostro Paese; candidati che possano far emergere una Memoria storica condivisa, Persone e Programmi che sappiano andare oltre i limiti oggettivi delle dirigenze politiche di tutto lo schieramento del centro-sinistra.

Non si vince una regata issando una sola vela. Oppure peggio ancora issando le bandiere… di partito.
Si vince issando le vele che necessitano, ognuna con una caratteristica diversa dall’altra, molto spesso e quasi sempre più di una, per sfruttare all’occorrenza tutto il vento disponibile lungo il percorso di gara.

E il vento sta cambiando. Il successo di Barak Obama negli Stati Uniti può essere uno stimolo straordinario se sapremo interpretarlo a casa nostra, con le dovute differenze e senza retorica, per ricominciare la corsa e recuperare consensi che diano una nuova spinta alla speranza di poter relegare il provincialismo di Guazzaloca e la politica degli interessi personali di Berlusconi (e la sua corte) a scapito degli italiani, nel bidone del rusco delle amarezze e delle ingiustizie.
Barak Hussein Obama non è il messia, ma ha saputo risvegliare la partecipazione politica di tantissimi americani non tanto per la sua caratteristica anagrafica, quanto per la capacità di saper far convivere le diverse culture esistenti nel Partito Democratico e nella società in un sogno, in un desiderio: Cambiamento.

Non capiamo inoltre perché oggi, in un momento di crisi così delicato per il mondo del lavoro, la scuola, l’economia, la democrazia e la legalità nel nostro paese, un momento in cui oggi necessita una più ampia ricerca di consenso per contrastare le preoccupanti iniziative politiche economiche delle destre, a Bologna per la scelta del candidato sindaco ci si ostina a rinchiudersi all'interno di un recinto che evoca un centralismo democratico oramai superato e sepolto dalla storia.

Non sarebbe invece meglio cercare un confronto più ampio? Non sarebbe più democratico aprire le primarie e permettere anche ad altri candidati indipendenti che si riconoscono nel centro-sinistra, come ad esempio il prof. Gianfranco Pasquino, di partecipare con i loro programmi e le loro idee?

A nostro modesto parere, oggi bisognerebbe riscoprire e riadattare al contesto in cui viviamo la politica di apertura agli indipendenti di sinistra che caratterizzò positivamente le liste del P.C.I. negli anni ’70/’80.
Cercare una soluzione sembra facile… ma non è difficile. Basta volerlo.

Questo per dire che oggi, qualche regolamento burocratico creato ad hoc per regolamentare come vigili urbani il traffico dei candidati, non ci fa guardare con ottimismo al futuro di Bologna, ci ricorda invece che la batosta elettorale di aprile non ha insegnato molto.

Caro Andrea, ci piace azzardare che anche tu, nell’intimo e sereno confronto con la tua onestà intellettuale, ritieni limitante la proposta di dover scegliere tra soli 4 candidati (auto-candidati) del PD il prossimo sindaco di Bologna, che oggettivamente, senza mettere in discussione le loro capacità di rappresentare il PD, non ci sembra che possano rappresentare anche le tante altre realtà che caratterizzano il centro-sinistra della nostra città.
Noi guardiamo con preoccupazione al ritorno di Guazzaloca, di questa destra aziendale e la Lega razzista al governo della nostra città.

Perciò ti chiediamo di fare l’impossibile per APRIRE LE PRIMARIE anche a quei candidati non iscritti al PD in grado di contribuire con la loro esperienza ad ampliare l’offerta politica e culturale del centro-sinistra.

Proviamo a cogliere questa occasione, proviamo ad immaginare qui a Bologna un laboratorio politico-culturale che possa far crescere e migliorare un Partito Democratico più vicino alla gente, un PD che sappia elaborare con tutte le varie anime del centro-sinistra una sintesi condivisibile per poter interpretare con umanità e responsabilità i bisogni reali, senza per questo dover rinunciare alla sfida di confrontarsi anche con i sogni.

Fiduciosi in una tua riflessione in merito a questo nostro sfogo e partecipazione, restiamo in attesa non di una risposta (siamo solo in 11 contiamo poco o niente) ma di una svolta.
Se invece tutto dovesse restare come oggi, parteciperemo comunque alle primarie del PD, ma dichiariamo fin da adesso che non voteremo per i quattro auto-candidati perché, al di là della loro indiscutibile esperienza, non ci piace questo metodo. Non ci piace questo ruolo di spettatori che qualcuno, da qualche parte, in virtù di un “secco” regolamento disciplinare ha deciso per noi.

Con un saluto e un augurio di speranza
VIETATO CONFINARSI ALL'INTERNO DEGLI STILI, DEI GENERI, DEI LINGUAGGI DIVERSI DEL CENTRO-SINISTRA.

Elena, Domenico, Massimo, Maria, Cinzia, Beppe, Paolo, Raffaella, Eugenio, Angelo, Gabriele.


Alla ricerca di un Sindaco Saggio
Per tutti quelli che guardano alle primarie
da una diversa angolazione


IMPORTANTE

AIUTIAMO IL PROF GIANFRANCO PASQUINO
A RACCOGLIERE LE FIRME NECESSARIE PER CANDIDARSI ALLE PRIMARIE.

LE FIRME SI RACCOLGONO AL PASSPARTOUT IN VIA GALLIERA 25/a

martedì 11 novembre 2008

Manca una vera competizione

Per tutti quelli che a Bologna guardano alle primarie
da una diversa angolazione... alla ricerca di un Sindaco Saggio


A proposito di primarie, invitiamo a leggere un articolo interessante di Tito Boeri
“Manca una vera competizione”
La Repubblica martedì 11 novembre 2008

Investire sul futuro di Obama è un’impresa ad alto rischio. Molto meglio investire invece sul passato di Obama, sulla sua incredibile campagna elettorale, fatta di primarie vere, dall’esito spesso imprevedibile perché molto più partecipate che in passato, e di internet, come strumento di comunicazione e di finanziamento.
Abbiamo molto da imparare dal candidato Obama nel migliorare i processi di selezione della classe politica all’interno del nostro paese.

Il suo “yes we can” è soprattutto un riconoscimento alla democrazia di internet, alla sua capacità di moltiplicare il potere delle idee, al di là , se non contro, i grandi mezzi di comunicazione. Ma internet non sarebbe bastato se non ci fossero state regole che permettono una vera competizione all’interno dei partiti, aperta a chi sta fuori dall’establishment.

Chi vuole raccogliere la bandiera di Obama deve accettare queste regole, deve permettere una vera competizione nel mercato del lavoro dei politici. Ne abbiamo un bisogno disperato.
I problemi del nostro paese sono in gran parte problemi di inadeguatezza della nostra classe dirigente, a partire dalla classe politica. (continua)

PS
Invece state attenti a Facebook: Il social network più alla moda paga pedaggio alla sicurezza degli utenti. Attenti anche ai messaggi che arrivano dagli amici.
Una email e ci si trova nei guai. Facebook fra trojan e phishing
Clicca quì per leggere l'articolo su La Repubblica on line